VENERDI – Ottava di Pasqua

 

At 10,34-43; Sal 95(96); Fil 2,5-11; Mc 16,1-7

 

«… perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra». (Fil 2,10)

 

 

Condannato alla morte degli infami, Gesù resta comunque nel cuore delle donne che vogliono prendersi cura dei suoi resti mortali. C’è un cada­vere da imbalsamare (cioè cospargere di profumo) per pietà umana e religiosa. Ma c’è, anche, una grossa pietra che impedisce l’accesso alla tomba. Un ostacolo cui le donne, da sole, non possono far fronte. Ma la pietra è già stata rimossa. Qualcuno, dall’interno, ha ribaltato la pie­tra capovolgendo il senso di quella soglia di sepolcro: non era più l’entrata, era diventata l’uscita. Gesù di Na­zareth, il crocifisso, non poteva essere trattenuto dalla morte perchè il crocifisso è più forte della morte. Non lo troviamo là dove tutto ci farebbe supporre. È lui che fissa gli appuntamenti.

 

Preghiamo

Hai mutato il mio lamento in danza,

mi hai tolto l’abito di sacco,

mi hai rivestito di gioia,

perché ti canti il mio cuore senza tacere;

Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre.

 

(dal salmo 29)

 

[La Parola ogni giorno – "La creazione geme e soffre le doglie del parto". Gesù Cristo, sposo dell’umanità – Tempo di Pasqua 2012 – Centro Ambrosiano]

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