San Mattia, apostolo

At 1,15-26; Sal 112; Ef 1,3-14; Mt 19,27-29

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità. (Ef 1,3-4)

La lettera, che i cristiani di Efeso ricevono dall’apostolo Paolo, si apre con queste parole di lode appassionata, in cui siamo invitati a riconoscere la bellezza della nostra condizione di figli, e di figli desiderati, amati, chiamati a un’eternità di gioia e pienezza. Per chi ha conosciuto Gesù, è illuminata la via con la quale Dio vuole fare del mondo il suo giardino di meraviglie. Chi ha conosciuto Gesù ha motivo non solo per sperare nel domani, ma anche per gioire di questo presente, che rivela le tracce del suo amore e ci offre la coscienza del suo disegno. Paolo ricorda ai destinatari della sua lettera che possiedono quanto può far brillare il loro cammino: hanno in mano l’Evangelo della salvezza e hanno ricevuto il dono dello Spirito Santo: non c’è motivo per temere ancora, o per sospettare che la strada si chiuda davanti a noi. Le promesse di Dio si sono compiute: saperlo è già grazia, poterlo vivere è meraviglia.

Preghiamo

Lodate, servi del Signore, lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore, da ora e per sempre.
Dal sorgere del sole al suo tramonto
sia lodato il nome del Signore.
Su tutte le genti eccelso è il Signore,
più alta dei cieli è la sua gloria.

(Sal 113,1-4)

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