Mercoledì della settimana della penultima domenica dopo l'Epifania

Sap 18, 5-9. 14-15; Sal 67 (68); Mc 11, 12-14. 20-25

Difatti come punisti gli avversari, così glorificasti noi, chiamandoci a te. I figli santi dei giusti offrivano sacrifici in segreto e si imposero, concordi, questa legge divina: di condividere allo stesso modo successi e pericoli, intonando subito le sacre lodi dei padri.  (Sap 18,8-9)

L’azione del Signore non avviene semplicemente per decretare chi deve essere punito, ma innanzitutto per portare salvezza, per glorificare il suo popolo. Il suo agire nella storia genera una esistenza nuova, non si limita a superare un’ingiustizia, ma determina un nuovo stile. Una volta manifestatosi il Signore il popolo viene riunito, ciascun israelita riconosce di essere sé stesso solo all’interno del popolo, ovvero creando relazioni e un legame indissolubile.
Ciascun essere umano può riconoscere come la salvezza che gli è donata dal Signore lo spinga a determinare un nuovo stile per vivere insieme agli altri.

Preghiamo

O Dio, quando uscivi davanti al tuo popolo,
quando camminavi per il deserto,
tremò la terra, i cieli stillarono davanti a Dio,
quello del Sinai, davanti a Dio, il Dio d’Israele.

dal Salmo 67 (68)

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