Venerdì della settimana della III domenica dopo Pentecoste

Nm 33, 50-54; Sal 104 (105); Lc 6, 20a. 36-38

In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè nelle steppe di Moab, presso il Giordano di Gerico, e disse: «Parla agli Israeliti dicendo loro: “Quando avrete attraversato il Giordano verso la terra di Canaan e avrete cacciato dinanzi a voi tutti gli abitanti della terra, distruggerete tutte le loro immagini, distruggerete tutte le loro statue di metallo fuso e devasterete tutte le loro alture. Prenderete possesso della terra e in essa vi stabilirete, poiché io vi ho dato la terra perché la possediate. (Nm 33,50-53)

L’alleanza di Israele con il Signore si attua con radicalità, non accetta mezze misure. Non è possibile entrare in possesso della terra promessa e allo stesso tempo mantenere un rapporto idolatrico con altri dei. L’alleanza con il Signore è piena perché Lui per primo di dona con un amore totale al popolo; per questo motivo la rinuncia agli idoli non è un atto doloroso, ma la logica conseguenza che risponde a quell’amore lasciandosi coinvolgere totalmente, senza legarsi ad altro, poiché sarebbe solo una diminuzione della vita piena di cui può fare esperienza chi vive con il Signore.

Preghiamo

È lui il Signore, nostro Dio.
Si è sempre ricordato della sua alleanza,
quando disse: «Ti darò il paese di Canaan
come parte della vostra eredità».

dal Salmo 104 (105)

 

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