Martedì della settimana della III domenica dopo Pentecoste

Nm 6, 1-21; Sal 98 (99); Lc 6, 6-11

Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla agli Israeliti dicendo loro: “Quando un uomo o una donna farà un voto speciale, il voto di nazireato, per consacrarsi al Signore, si asterrà dal vino e dalle bevande inebrianti, non berrà aceto di vino né aceto di bevanda inebriante, non berrà liquori tratti dall’uva e non mangerà uva, né fresca né secca. Per tutto il tempo del suo nazireato non mangerà alcun prodotto della vite, dai chicchi acerbi alle vinacce». (Nm 6,1-3)

Per il popolo di Israele la possibilità di fare voto di nazierato è un dono. La legge insiste in particolare sull’astensione da tutte le bevande che portano ebbrezza, si tratta di una prescrizione che invita ciascuno a considerare quale sia il suo rapporto con le bevande e, più in generale, con la possibilità di astenersi totalmente, per un periodo di tempo limitato, da un consumo abituale.
La possibilità di esercitare un controllo di sé e di avere una misura nell’uso di quanto è a disposizione è un dono, in quanto consente di scoprire che il valore della propria vita è ben più grande rispetto al godimento immediato e al consumo delle risorse che si può mettere in opera.

Preghiamo

Esaltate il Signore, nostro Dio,
prostratevi davanti alla sua santa montagna,
perché santo è il Signore, nostro Dio!

Dal Salmo 98 (99)

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