Martedì della I settimana di quaresima

Gen 3,1-8; Sal 118 (119); Pr 3,1-10; Mt 5,13-16

Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. (Mt 5,14-15)

Oggi il Vangelo ci spinge a uscire, a stare nel mondo. Uscendo non possiamo però dimenticarci del fatto che è il Signore a guidarci. Per brillare abbiamo bisogno di stare con Dio, di riferirci a lui, di ricordarci ogni giorno che la nostra vita può essere piena solamente con la sua compagnia.
Quanti missionari potrebbero raccontare di come emerga con evidenza nelle opere buone del cristiano un’eccezionalità inedita capace di smuovere perfino i cuori più lontani! Il nostro campo è il mondo, e perché questo campo sia ben illuminato, perché le cose del mondo abbiano gusto, ci è solo chiesto di stare lì dove siamo chiamati con lo sguardo rivolto verso Gesù e imitando il suo agire amorevole.

Preghiamo

Padre, non voglio appoggiarmi su di me,
ma affidarmi tutto a te.
Ti voglio onorare, lodare,
voglio cantare al mondo il tuo nome.
Sostienimi! Sii tu la mia luce!
E concedi che possa riflettere il tuo volto
per chi oggi incontrerò. Amen

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