Mercoledì della settimana della IV domenica dopo Pentecoste

Dt 12, 29 – 13, 9, Sal 95 (96); Lc 7, 11-17

In quei giorni. Mosè disse: «Quando il Signore, tuo Dio, avrà distrutto davanti a te le nazioni di cui tu stai per prendere possesso, quando le avrai conquistate e ti sarai stanziato nella loro terra, guàrdati bene dal lasciarti ingannare seguendo il loro esempio, dopo che saranno state distrutte davanti a te, e dal cercare i loro dèi, dicendo: “Come servivano i loro dèi queste nazioni? Voglio fare così anch’io”». (Dt 12,29-30)

L’entrata nella terra promessa non è di per sé garanzia di vita buona. Se per un verso l’alleanza è donata dal Signore, per altro verso è necessario che ogni essere umano la custodisca. Mosè, infatti, mette in guardia il popolo, ricordando che è facile cadere nell’idolatria, scegliere la via all’apparenza più semplice che rinuncia alla fedeltà al Signore.
Anche oggi ci si espone al pericolo dell’idolatria, spesso proprio quando tutto è donato si rischia di lasciarsi attrarre da una libertà apparente, da un appagamento solo momentaneo, spesso ottenuto tramite l’oppressione dei fratelli. Oggi è il giorno per verificare l’uso che si fa della libertà donata dal Signore.

Preghiamo

Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli.
Maestà e onore sono davanti a lui,
forza e splendore nel suo santuario.

Dal Salmo 95 (96)

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