Sabato della settimana della IV Domenica dopo l'Epifania

Es 25, 1-9; Sal 96 (97); Eb 7, 28 – 8,2; Gv 14, 6-14

«Essi mi faranno un santuario e io abiterò in mezzo a loro. Eseguirete ogni cosa secondo quanto ti mostrerò, secondo il modello della Dimora e il modello di tutti i suoi arredi». (Es 25,8-9)

La promessa fatta da Dio a suo popolo tramite Mosè consiste nella presenza a fianco del suo popolo. Il tempio è il mezzo per incontrare il Signore, egli non rimane distante, pertanto il popolo dovrà impegnarsi con cura per realizzare il tempio.
Ora per ogni cristiano la possibilità di incontrare il Signore è definitiva e non dipende da un luogo, ma è resa concreta, per sempre, in Gesù. Tutti possono riconoscere che il Signore compie il primo passo, incontra ciascuno a partire dalla sua realtà, senza riservarsi ambiti esclusivi. Quel grande dono chiede a ciascuno di comprendere in quale misura si è lasciato coinvolgere dalla presenza costante del Signore nella sua vita.

Preghiamo

Perché tu, Signore,
sei l’Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dèi.
Odiate il male, voi che amate il Signore:
egli custodisce la vita dei suoi fedeli,
li libererà dalle mani dei malvagi.

dal Salmo 96 (97)

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