Martedì della II settimana di quaresima

Gen13,1b-11; Sal 118 (119),33-40; Pr 5,15-23; Mt 5,31-37

Ma io vi dico: non giurate affatto. (Mt 5,34)

«Non giurate affatto.» Con questa frase Gesù ci invita a non sfruttare o, peggio ancora, strumentalizzare Dio per dare sostegno e autorevolezza alle nostre parole. È come se le nostre parole avessero bisogno di una stampella per reggersi, perché non hanno forza in loro stesse. Attenzione a non rendere il Signore connivente con le nostre falsità, o a mettere sulla sua bocca parole nostre. Gesù ci ricorda che la credibilità delle parole nasce dal nostro cuore: infatti «la bocca esprime ciò che dal cuore sovrabbonda» (Lc 6,45). Se nel cuore ci sono falsità e malignità le parole esprimeranno maldicenza e divisione; se ci sono verità, carità e magnanimità allora le nostre saranno parole che benedicono e illuminano.

Preghiamo

Signore, prenditi cura del mio cuore.
Donami un cuore docile che sappia ascoltare e accogliere
la parola che tu semini in me!
Così le mie parole sapranno illuminare,
dare gioia e comunicare il tuo amore.

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