Giovedì della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

Ap 18, 21 – 19, 5; Sal 46 (47); Gv 8, 28-30

Un angelo possente prese una pietra, grande come una màcina, e la gettò nel mare esclamando: «Con questa violenza sarà distrutta Babilonia, la grande città, e nessuno più la troverà.
  (Ap 18,21)

La visione dell’Apocalisse si esprime con grande radicalità: la fine di Babilonia è certa e definitiva, come una pietra che affonda nel mare non potrà più riemergere. Il messaggio è quindi di speranza, perché ricorda che la vittoria del Signore sul peccato è totale. Allo stesso tempo, però, quella radicalità chiede conto della vita di ciascuno, verificando in quale misura si sia capaci della medesima decisione per eliminare totalmente il peccato dalle proprie scelte.

Preghiamo

Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra.

Dal Salmo 46 (47)

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