Martedì della settimana della VIII domenica dopo Pentecoste

1Sam 10, 17-26; Sal 32 (33); Lc 10, 13-16

Samuele espose a tutto il popolo il diritto del regno e lo scrisse in un libro, che depositò davanti al Signore. Poi Samuele congedò tutto il popolo, perché ognuno tornasse a casa sua. Anche Saul tornò a casa, a Gàbaa, e lo seguirono uomini valorosi, ai quali Dio aveva toccato il cuore. (1Sam 10,25-26)

Preghiamo

Il popolo chiede al Signore che vi sia un re a indirizzarlo, ma questo desiderio è interpretato come una mancanza di fede, la richiesta fatta da chi ritiene che il Signore solo non sia sufficiente a guidare il popolo. Ciononostante, poiché altrimenti il popolo non capirebbe, il Signore concede un re e lo sceglie direttamente: Saul.
Il Signore opera a partire dalle situazioni della storia, lasciando che tutto sia occasione per l’incontro con lui. Infatti, il racconto termina affermando che quanti seguivano Saul erano persone alle quali «Dio aveva toccato il cuore». Anche oggi può essere occasione perché il Signore entri in una relazione così profonda con ciascuno.

Preghiamo

Il re non si salva per un grande esercito
né un prode scampa per il suo grande vigore.
Un’illusione è il cavallo per la vittoria,
e neppure un grande esercito può dare salvezza.
Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore.

Dal Salmo 32 (33)

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