Venerdì 5 maggio

 

 

At 7,55-8,1a; Sal 30 (31); Gv 6,22-29

 

Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato» (Gv 6,28-29).  

 

Spesso si pensa che il Vangelo sia la vita di Gesù: si racconta la sua nascita, qualcosa della sua crescita, le sue attività da adulto, infine la sua morte e risurrezione. Indubbiamente le narrazioni evangeliche seguono il filo biografico di Gesù, ma il loro scopo non è quello di riportare la cronaca di quanto Gesù ha detto e compiuto. Lo scopo dei Vangeli non è nemmeno quello di presentarci le caratteristiche morali del Nazareno, ovverosia i suoi talenti e le sue virtù. Se così fosse noi avremmo un’edificante agiografia di Gesù. Scopo dei Vangeli è condurre il lettore a credere in Gesù. L’esperienza di tanti personaggi che hanno incontrato Gesù deve diventare l’esperienza del lettore che, per mezzo della mediazione del testo scritto, è chiamato a rivivere lo stesso incontro col Signore risorto, è condotto ad affidarsi a Gesù, è accompagnato in un itinerario che lo porta a professare la sua fede nel Cristo. Così l’esperienza dei contemporanei del Nazareno diventa la nostra esperienza e noi stessi diventiamo contemporanei di Gesù, coinvolti a rivivere la stessa dinamica di affidamento al Signore.

 

Preghiamo

 

Signore Gesù,

a coloro che ti incontravano chiedevi la fede;

anche a noi chiedi di credere in te,

Cristo risorto e glorioso, operante per mezzo del tuo Spirito.

 

[da: La Parola ogni giorno. L’esistenza “in Cristo”, Quaresima e Pasqua 2017, Centro Ambrosiano, Milano]

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