Giorno aneucaristico

 

Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d’Israele, che tu hai sfidato. Tutta la terra saprà che vi è un Dio in Israele. Tutta questa moltitudine saprà che il Signore non salva per mezzo della spada o della lancia, perché del Signore è la guerra ed egli vi metterà certo nelle nostre mani.       (1Sam 17,45b.46b-47)

 

 

Davide, il giovane pastore, figlio di Iesse, affronta il temibile nemico Golia senza armatura ma solo affidandosi al Signore: è nel suo nome che lo sfida e salva il suo popolo. Anche Gesù, il Messia, l’unto del Signore è sceso sulla terra senza armi e senza strategie militari. È venuto a salvare l’uomo facendosi a lui vicino, offrendo un messaggio di pace, fondando le relazioni sulla carità; anche lui, durante l’ingresso a Gerusalemme, viene riconosciuto e acclamato come colui che viene nel nome del Signore (cfr. Gv 12,13). Davide e Gesù si abbandonano fiduciosi in Dio Padre e si offrono per la salvezza dell’altro; sono forti e liberi perché pienamente nelle mani di Dio.

 

Preghiamo

 

Sii, Signore, in me per rinforzarmi,

fuori di me per custodirmi,

sopra di me per proteggermi,

sotto di me per consolidarmi,

davanti a me per guidarmi,

dietro di me per seguirmi,

tutt’intorno per rendermi sicuro.

 (J.H. Newman)

 

 

[da: La Parola ogni giorno. L’esistenza “in Cristo”, Quaresima e Pasqua 2017, Centro Ambrosiano, Milano]

 

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