At  3,25-4,10; Sal 117(118);1Cor 1,4-9; Mt 28,8-15

 

“…andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno”.      (Mt 28,10)

 

Disturba la logica dei sacerdoti e dei loro capi. Sono, pur di custodire il loro potere, convinti di poter comprare o vendere la Verità, credendosi proprietari di Dio invece che suo possesso. Dicevamo che la parola Grazia indica qualcosa che non ha prezzo. Dopo il tradimento di Giuda, colpisce questo secondo tradimento, ancora più grave. Giuda si impiccò ad un albero poiché i sacerdoti non potevano assolverlo (Mt 27,4)! Le guardie, alla vista dell’angelo, restano come morte. “Morte”, ancor più, lo saranno accettando quella “buona somma“. Giuda vendette il crocifisso, questi si vendono il risorto; trascurano il tesoro e trattengono il campo (Mt 13,44). “Non temete” dice Gesù alle donne. E’ lui che, in verità, ha pagato il prezzo per la nostra vita (1Cor 6,20). Il suo corpo offerto e il suo sangue versato ci hanno liberato e ci liberano dalla morte e dalla paura della morte, spietata padrona (Eb 2,15). L’appuntamento in Galilea è immagine della nostra esistenza. Nella vita quotidiana il Risorto ci viene incontro e nelle fatiche, affanni, speranze, peccati, delusioni e gioie egli, che è il Vincitore, realizza il desiderio di suo Padre:”come in cielo così in terra”.

 

Preghiamo

 

Il Signore è per me, è il mio aiuto,

e io guarderò dall’alto i miei nemici.

E’ meglio rifugiarsi nel Signore

che confidare nell’uomo.

E’ meglio rifugiarsi nel Signore

che confidare nei potenti.                     

     (dal salmo 117)

 

 

             

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