Novena di Natale  – VI feria prenatalizia “dell’Accolto”

 

 

Rut 4,8-22; Sal 77 (78); Est 9,1.20-32; Lc 2,1-5

 

«Noemi prese il bambino, se lo pose in grembo e gli fu nutrice. E le vicine gli cercavano un nome e dicevano: È nato un figlio a Noemi!».       (Rut 4,16)

 

La fatica del generare esplode nella gioia di una vita nuova; poi segue la fatica dell’educare o del prendersi cura di chi in famiglia è “piccolo” per età (il bambino) o per bisogno (l’anziano o il famigliare in difficoltà). Questi “piccoli”, il nostro prossimo più prossimo, chiedono ascolto dentro una vita famigliare, condizionata da ritmi che erodono il tempo e il desiderio di aver cura dei propri affetti, come si vorrebbe. Noemi è l’immagine felice di una donna che dopo la sofferenza, ritrova la famiglia nell’immagine di un bimbo, segno di un nuovo inizio. La sua vicenda attesta che, nonostante una condizione esistenziale segnata da limiti e da difficoltà, è possibile perseverare nel bene, coltivare la mitezza che apre ad una reciproca accoglienza delle diversità tra generazioni e condividere gioie e fatiche al di là dei ruoli assunti nella famiglia e, dentro questa esperienza, scoprire la presenza nascosta di Dio.

 

Preghiamo

La nostra casa affidiamo a Te, o Dio: fa’ che possiamo abitarla sempre meno indegnamente e custodirvi il fuoco sacro ed accogliere fino all’estremo il fratello, lo straniero, il pellegrino, lo smarrito, l’amico ed il contrario.

  (Sorella Maria di Campello)

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