Ez 18,1.23-32; Sal 15 (16); Os 2,20-25; Mt 21,18-22

 

«Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nell’amore e nella benevolenza, ti farò mia sposa nella fedeltà e tu conoscerai il Signore».         (Os 2,21-22)

 

Osea vive sulla sua pelle il dramma dell’infedeltà da parte della sua sposa che egli non cessa di amare e di ricercare quando si pente dei suoi tradimenti. È l’immagine dell’amore di Dio nei confronti del suo popolo: uno sposo che resta fedele sempre. Tutta la storia del popolo eletto è la storia di un amore nuziale. E riguarda certamente non solo il popolo, ma ogni uomo: di ogni epoca e nazione. La relazione di Dio nei confronti dell’uomo è una relazione d’amore contraddistinto dal volere il vero bene, dalla comprensione e dalla fedeltà. Anche noi, nella fedeltà dobbiamo lasciarci condurre da Lui nel deserto. È nel deserto, nel silenzio del cuore, nel distacco dalle cose vane pur vivendo nella quotidianità dei nostri impegni che il Signore parla, ama, sposa. Sulle strade del mondo che ogni giorno percorriamo proviamo a sperimentare il “deserto” togliamo da noi il chiasso, gli interessi inutili per vivere con maggiore fiducia l’amore del Signore.

 

Preghiera

 

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.

Ho detto al Signore: “Il mio Signore sei tu,

solo in te è il mio bene”.

      (dal Sal 15)

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