Gen 35,9-20.22b-26; Sal 118 (119),113-120; Pr 25,1; 27,9-11a; Mt 7,21-29

 

Profumo e incenso allietano il cuore e il consiglio dell’amico addolcisce l’animo. Non abbandonare il tuo amico né quello di tuo padre, non entrare nella casa di tuo fratello nel giorno della tua disgrazia. Meglio un amico vicino che un fratello lontano. (Pr 27,9-10)

 

Di fronte a Dio che si fa così vicino, che ci chiama amici, che pianta la sua tenda fra noi e viene a condividere ogni cosa della nostra storia, perché mai noi facciamo tanta fatica a camminare insieme? Perché mai noi, spesso, preferiamo chiuderci nelle nostre fragili certezze piuttosto che intraprendere la via in compagnia di qualcuno? La vita delle nostre comunità forse non manca di collaborazione; più spesso manca di comunione, di amicizia, di fede condivisa e di quel vivo desiderio di costruire percorsi che ci aiutino a crescere insieme nel Signore, e a realizzare con Lui qualcosa del suo regno.

 

 

Preghiamo

 

Porgi l’orecchio, Dio, alla mia preghiera,

non nasconderti di fronte alla mia supplica…

Se mi avesse insultato un nemico,

l’avrei sopportato;

se fosse insorto contro di me un avversario,

da lui mi sarei nascosto.

Ma tu, mio compagno,

mio intimo amico,

legato a me da dolce confidenza!

Camminavamo concordi verso la casa di Dio…

Ma io, Signore, in te confido.

(dal Salmo 55)

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