Novena di Natale – I feria prenatalizia "dell’Accolto"

 

Rut 1,1-14;Sal 9; Est 1,1a-1r.1-5.10a.11-12; 2,1-2.15-18; Lc 1,1-17

«Gioirò ed esulterò in te, canterò inni al tuo nome, o Altissimo».   (Sal 9)

 

Questo salmo è nello stesso tempo un salmo di supplica personale e un invito al Signore ad intervenire a favore del suo popolo. Nell’antico testamento, nel popolo ebraico, il legame fra la persona e la comunità era molto stretto: non si poteva concepire una persona al di fuori dei suoi legami con gli altri membri della comunità.

Il salmo merita di essere pregato e ricordato oggi per intero, di fronte alla situazione in cui si trova il mondo: le grandi difficoltà che troviamo a capire che cosa succede, la complessità dei problemi che ci sono da affrontare, tante volte ci lasciano spaventati e ci spingono a chiuderci in noi stessi. Il salmo ci ricorda che il Signore è Dio nostro e Dio di tutti gli uomini: non per niente diciamo “Padre nostro”. I salmi sono pregati da migliaia di anni e per migliaia di anni queste preghiere sono ritornate sempre uguali eppure esse sono sempre attuali, perché colgono la nostra umanità e ne fanno una preghiera.

 

Preghiamo

Tu, Signore, ci chiami ad essere perseveranti nella prova e nel buio della vita. Ci chiami ad essere costanti nell’amore e fedeli agli impegni assunti nella vita. Ci chiami a non fuggire nelle sconfitte, ma a cercare un senso a tutto ciò che avviene. Donaci la fede che ci rende capaci di far ruotare la nostra vita attorno alla promessa della Tua Fedeltà. Risveglia in noi il coraggio e il desiderio di correre verso la santità della vita. Amen.

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