Ez 12,1-7; Sal 102 (103); Sof 1,1.14-18; Mt 15,10-20

 

«Come il cielo è alto sulla terra, così è grande la sua misericordia su quanti lo temono». (Sal 102)

 

In questi versetti il salmo 102 narra la misericordia di Dio, la sua pazienza verso noi peccatori. Il saper riconoscere la bontà di Dio, la sua grandezza nell’amore sfocia in un “dire bene” di Dio che sgorga dal cuore come segno di riconoscenza per i benefici ricevuti. La capacità di guardare la propria vita e storia personale, famigliare, di comunità cristiana e civile e di saperci scorgere i tanti segni di bene disseminati qua e là, è il punto da cui poter ripartire per chiedersi come ricambiare a tale amore. La consapevolezza di essere già da oggi perdonati e salvati è come una brocca che trabocca: l’acqua esce, non si può restare fermi, lo stupore ci mette in moto per comunicare con le parole e con la vita il dono ricevuto e per condividere con altri questo bene. Proprio perché qualcuno si è preso cura di me con pazienza e compassione, a mia volta mi prenderò cura dell’altro con lo stesso stile paziente e misericordioso.

 

Preghiamo

Quando il Signore, tuo Dio, ti avrà fatto entrare nella terra che ai tuoi padri Abramo, Isacco e Giacobbe aveva giurato di darti, con città grandi e belle che tu non hai edificato, case piene di ogni bene che tu non hai riempito, cisterne scavate ma non da te, vigne e oliveti che tu non hai piantato, quando avrai mangiato e ti sarai saziato, guàrdati dal dimenticare il Signore, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile.  

  (Dt 6, 10-13)

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