Dt 16,9-12; Sal 80; Lc 12,35-38  Gioirai davanti al Signore, tuo Dio, tu, tuo figlio e tua figlia, il levita che abiterà le tue città, il forestiero, l’orfano e la vedova che saranno in mezzo a te, nel luogo che il Signore, tuo Dio, avrà scelto per stabilirvi il suo nome. (Dt 16) Gioire davanti a Dio per ciò che si ha e coinvolgere tutti, familiari ed estranei, nella stessa gioia è una sorta di provocazione che non ci è molto consueta. Ma il profeta ci ricorda che ci sono stati per tutti dei tempi in cui la prova e le difficoltà ci hanno reso pesante il vivere quotidiano e proprio per questo dobbiamo essere vicini a quanti sono ora nel disagio e nella sofferenza. E’ questo un comportamento che si accompagna alla generosità verso gli altri che solo Dio può giudicare. Infatti, ciò che conta al giudizio di Dio non è la quantità di ciò che si offre, ma lo spirito con cui si fa l’offerta. Il patrimonio del ricco vale meno dei due spiccioli donati dalla vedova che dispone di poco denaro ma si riconosce coinvolta nelle sorti di tutti gli altri. Preghiamo col Salmo Ascolta, popolo mio: «Sono io il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto salire dal paese d’Egitto».

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