Ct5,6b-8; Sal 17(18); Fil 3,17-4,1; Gv 15,9-11 «Rimanete nel mio amore». (Gv 15, 9) Quanta ricchezza in così poche parole. C’è una rivelazione: siamo amati ad “immagine” e facciamo parte di un “cerchio” che è Vita. C’è un invito: rimanere, non fuggire ma riconoscere finalmente qual è il nostro posto. C’è l’unica condizione: osservare i suoi comandamenti, cioè fidarsi di lui fino ad obbedirgli. C’è una narrazione: noi veniamo da una storia d’amore, e questa storia è venuta fino a noi. C’è uno scopo: condividere, per grazia e in eterno, la sua gioia, quella che nessuno potrebbe mai procurarsi da solo, conquistare o comprare; quella gioia che il serpente antico non avrebbe mai potuto immaginare e da cui si è tagliato fuori fino a trascinarci nella sua disperazione. L’onnipotente lo ha sconfitto con la debolezza della sua croce. Preghiamo Ti amo, Signore mia forza, Signore mia roccia, mia fortezza, mio liberatore, mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio; mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo. (dal Salmo 17)    [da: La Parola ogni giorno – LA NOSTRA LETTERA SIETE VOI – Santità ministeriale – Pasqua 2011 – Centro Ambrosiano]

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