Ct 6,1-2;8,13; Sal 44(45); Rm 5,1-5; Gv 15,18-21 «… Io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia». (Gv 15, 19) Come non possiamo amare senza Gesù, così non possiamo sopportare l’odio del mondo senza di lui. Non ci viene detto tutto questo per guastarci la festa. Non veniamo invitati ad essere stoici. Neppure l’autocompiacimento vittimista è consentito. Semplicemente, veniamo preparati, cioè siamo rivestiti da Cristo (siamo rivestiti di Cristo) per combattere alla maniera in cui lui ha combattuto. Possiamo leggere e rileggere, fino a trattenerla nel cuore, quella pagina del capitolo sei della lettera agli Efesini dal versetto dieci al venti. Il drago, il serpente antico, muove guerra contro quelli che custodiscono la testimonianza di Gesù (Ap 12,17). La persecuzione dei discepoli di Cristo avrà, come unica conseguenza, la prosecuzione dell’opera del Figlio: far conoscere il Padre. Quanto a noi, persino i capelli del nostro capo sono tutti contati (Mt 10,30). Preghiamo Benedetto il Signore, mia roccia, che addestra le mie mani alla guerra, le mie dita alla battaglia, mio alleato e mia fortezza, mio rifugio e mio liberatore, mio scudo in cui confido. (dal Salmo 143)  [da: La Parola ogni giorno – LA NOSTRA LETTERA SIETE VOI – Santità ministeriale – Pasqua 2011 – Centro Ambrosiano]

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