1Cor 2,9-15; Sal 103(104), Gv 16,5-14 «Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve l’annuncerà». (Gv 16,14) Lo Spirito è l’esegeta della passione e morte di nostro Signore, «ma cosa c’è da capire? È l’esecuzione di un bestemmiatore!». No, non è così: questo è il Mistero di Dio. Non bastano gli occhi dell’uomo per capirlo, ma ci vuole lo sguardo di Dio per comprenderlo. Lo Spirito prenderà da quel che è suo (di Gesù) e ce lo annuncerà. Egli è il Paraclito, l’avvocato difensore. Solo lui può tenere l’arringa su quel che è successo realmente sul Golgota. E proprio perché è il suo Respiro, lo Spirito tornerà in lui con tutta la sua potenza e restituirà alla vita il crocifisso, manifestandolo come Risorto, perché la morte non poteva trattenerlo. La verità tutta intera, non è un concetto o un principio. È una persona: Gesù di Nazareth. Non possiamo possedere la verità, né tenerla in tasca; possiamo solo riconoscerla, ap partenerle e servirla, ed essere, così, finalmente liberi dal potere della menzogna di satana. «Io sono la via, la verità e la vita» dice Gesù (Gv 14,6). Il suo Respiro di questo ci parla. Preghiamo Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie. Egli si è ricordato del suo amore, della sua fedeltà alla casa d’Israele. Tutti i confini hanno veduto la vittoria del nostro Dio. (dal Salmo 97)  [da: La Parola ogni giorno – LA NOSTRA LETTERA SIETE VOI – Santità ministeriale – Pasqua 2011 – Centro Ambrosiano]

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