Tt 3,3-7; Sal 71 (72); Gv 1, 29a.30-34 «Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». (Gv 1,31) Nelle parole del Battista possiamo leggere il programma di vita di ogni battezzato, e, dunque, il nostro programma di vita. Nel breve racconto si può cogliere la dinamica attraverso la quale il Precursore giunge a quella splendida affermazione: “Io ho visto e rendo testimonianza…”. Essa prende le mosse da quel: “io non lo conoscevo…” per giungere poi alla illuminazione dello Spirito Santo e alla testimonianza della vita. Nessuno può farsi incontro a Dio, e tanto meno giungere alla conoscenza di Lui, se Egli stesso non si rivela; è Dio che prende l’iniziativa, è Lui che ci viene incontro, che ci ama per primo e ci chiama, con segni chiari, siano essi esterni, o semplicemente interiori. Domani celebreremo l’Epifania, l’evento che rivela la chiamata di ogni uomo, a qualunque latitudine viva, e a qualunque tempo egli appartenga. Ad ognuno, nel momento opportuno, Dio manda un “segno”, luce che illumina la via, e rischiara le tenebre interiori. Chi accoglie questa luce, giunge, sicuramente, all’incontro con Dio. Preghiamo I re di Tarsis e delle isole portino tributi, i re di Saba e di Seba offrano doni. Tutti i re si prostrino a lui, lo servano tutte le genti. (dal Sal 71) [da: La Parola ogni giorno – Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste – Santità evangelica – Avvento e Natale 2010 – Centro Ambrosiano]

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