Novena di Natale  III feria prenatalizia “dell’Accolto” Rut 2,4-18; Sal 102 (103); Est 5,1-8; Lc 1,39-46 «Il Signore ti ripaghi questa tua buona azione e sia davvero piena per te la ricompensa da parte del Signore, Dio d’Israele, sotto le cui ali sei venuta a rifugiarti». (Rut 2,12) In tutta la storia biblica ci appare che il forestiero diventa subito il prossimo che ha bisogni concreti. Così avviene anche per Rut. Oggi lo straniero è sinonimo di pericolo, ma la maggior parte degli immigrati che vivono e lavora è una persona da rispettare. Tutti noi abbiamo bisogno di uno sguardo libero da precomprensioni e paure eccessive, di educarci sui temi dell’accoglienza e della dignità della persona. Ogni uomo di buona volontà si deve impegnare a praticare la giustizia e rispettare la dignità di tutte le perso-ne, farsi promotore di solidarietà verso i soggetti più deboli e favorire vie per una convivenza serena. La storia di ciascun uomo è piena della presenza del Signore proprio perché il suo amore è vicinanza e condivisione con ogni uomo sulla terra. Accogliamo quindi Gesù nella nostra vita e nella vita della società in cui viviamo, magni-ficando e lodando Dio con la certezza e la fiducia che il suo amore è per sempre. Preghiamo Come è tenero un padre verso i figli, così il Signore è tenero verso quelli che lo temono. (dal Sal 102) [da: La Parola ogni giorno – Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste – Santità evangelica – Avvento e Natale 2010 – Centro Ambrosiano]

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