Ez 6, 1-10; Sal 31 (32); Abd 1, 19-21; Mt 12, 22-32 «Beato l’uomo a cui è tolta la colpa». (Sal 31) È questo il ritornello del salmo con cui la liturgia odierna ci invita a pregare. Il salmo descrive la gioia di un peccatore perdonato, la stessa che possiamo provare anche noi quando scegliamo di riconciliarci con Dio raccontando il nostro peccato, le nostre fragilità, le nostre miserie. Non sempre è facile però fare questo passo, perché spesso il nostro orgoglio ci impedisce di prendere consapevolezza delle nostre situazioni negative, di vedere gli sbagli che commettiamo e, peggio ancora, ci porta a trovare delle banali e inutili giustificazioni. Fingere di non vedere i nostri sbagli, mentire con noi stessi ci fa vivere male. Riconoscere il nostro peccato e quindi confessarlo a Dio, non è un gesto umiliante ma un atto di verità che ci fa ritrovare l’amicizia col Padre e la stima di noi stessi. Approfittiamo di questo tempo di attesa per riconciliarci e provare quindi la gioia del perdono che ci fa ritrovare la libertà e la sincerità di cui abbiamo bisogno. Preghiamo Molti saranno i dolori del malvagio, ma l’amore circonda chi confida nel Signore. Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti! Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia! (dal Sal 31)

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