Ger 23,1-8; Sal 88 (89); Eb 11,1-2.39-12,2a; Mt 21,28-32 «Anche noi, circondati da tale moltitudine di testimoni, corriamo con perseveranza…». (Eb 12,1) Natale è festa della luce, recuperando gli antichi riti pagani per le giornate che iniziavano ad allungarsi vincendo così il duello con le tenebre. Ma è anche luce perché dietro al Signore scopriamo una schiera davvero innumerevole di santi, i quali, consapevoli della loro fragilità, non si stancavano ogni giorno di modellarsi a Cristo. I nostri calendari che riempiono le case possono essere l’invito non solo a conoscerne la data e pochi tratti della loro vita, ma a riprendere il gusto di quella che una volta era la “lettura spirituale”. La vita dei santi può ancora oggi generare una nuova schiera di imitatori capaci di illuminare i nostri giorni rendendoli ancora più credibili. La fede è possibile viverla anche in quelle situazioni estreme, inaspettate, apparentemente fallimentari e questo perché ci hanno insegnato il primato della grazia sulle capacità umane, il riconoscere i segni benefici di Dio là dove avremmo invece voluto solo fare un deserto. Questa disponibilità al primato di Dio e della sua Parola generano allora una speranza certa e una fede davvero capace di smuovere le montagne e trasformare il cuore degli uomini. Preghiamo Il Signore fa sicuri i passi dell’uomo e segue con amore il suo cammino. Se cade, non rimane a terra, perché il Signore lo tiene per mano. (dal Sal 37) [da: La Parola ogni giorno – Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste – Santità evangelica – Avvento e Natale 2010 – Centro Ambrosiano]

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