At 4,32-37; Sal 92(93); Gv 3, 7b-15 «Nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune… Nessuno, infatti, tra loro era bisognoso». (At 4,32.34) «Non vi sarà alcun bisognoso in mezzo a voi» (Dt 15,4 LXX): secondo l’autore degli Atti questa promessa di Dio al suo popolo si realizza nella prima comunità di credenti in Gesù. Non si tratta del fatto che non vi siano poveri; Gesù stesso aveva detto «i poveri li avrete sempre con voi» (Gv 12,8), ma di una dinamica di relazioni nella quale chiunque ha qualche bisogno per vivere sa di poter chiedere e ricevere, sa di potersi appoggiare alla solidarietà dei fratelli, e chiunque possiede più di quanto gli occorre, se ne priva non per rincorrere un ideale di povertà, ma per sostenere la vita di uomini come lui. L’incontro con Gesù passato dalla morte alla vita scioglie cuori e mani dalla paura della morte, radice di ogni paura (anche quella di incontrare chi non ringrazia o se ne approfitta o quella di venire a trovarsi nel bisogno) e li lancia sui sentieri della giustizia, della gratitudine, della semplicità, dell’amicizia. E noi, il Risorto, l’abbiamo incontrato? Preghiamo Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano. (Lc 11,2-3) [da: La Parola ogni giorno – LA NOSTRA LETTERA SIETE VOI – Santità ministeriale – Pasqua 2011 – Centro Ambrosiano]

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