At 1,12-14; Sal 26(27); Gv 1,35-42«Erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui». (At 1,14) Quadretto apparentemente sereno della prima comunità cristiana! Ma ascoltiamo con attenzione! «Erano perseveranti»: il termine esprime il tener duro, resistere, sopportare, attendere, atteggiamenti che non sono certo di tutto riposo! Al v. 13 è riportato l’elenco dei Dodici, che sono ormai dodici meno uno: il tradimento di uno rende inadeguato il loro nome; tra i rimasti, poi, c’è chi ha rinnegato, chi è fuggito, chi ha dubitato. Ci sono le donne, considerate testimoni inaffidabili; i fratelli di Gesù che, si sa, l’avevano ritenuto fuori di sé e sua madre che aveva serbato e meditato tutto nel suo cuore: di tutti questi è detto che erano perseveranti. Tentati di dividersi a causa del venir meno del Maestro e della constatazione dei propri limiti, decidono invece di tornare al luogo, reale o simbolico, dell’ultima cena, alla “stanza al piano superiore” dove avevano incontrato l’amore incondizionato di Gesù. Abitare nella memoria di questo amore e nella preghiera impregnata di Salmi e testi biblici è il contenuto della loro perseveranza: una via anche per noi. Preghiamo Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita. (dal Salmo 26) [da: La Parola ogni giorno – LA NOSTRA LETTERA SIETE VOI – Santità ministeriale – Pasqua 2011 – Centro Ambrosiano]

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