Ct 5,9-14.15c-d.16c-d; Sal 18(19); 1Cor15,53-58; Gv 15,1-8 «… Perché senza di me non potete far nulla». (Gv 15,5) Ecco una delle classiche frasi di Gesù che fanno contorcere di spasmi l’uomo vecchio. Per uomo vecchio si intende quello che, magari senza saperlo, si fida del serpente, di cui parlavamo ieri. L’uomo vecchio ha un grosso problema: si vergogna di essere creatura. Lui vorrebbe, veramente, essersi progettato e fatto da solo. La frase di Gesù è per lui come una condanna a morte…e si dispera; la sua sete di indipendenza denuncia che è proprio schiavo “dentro”. L’uomo nuovo, quello rinato sotto la croce, invece gioisce. Lui non si vergogna d’essere creatura, avendo visto il vero volto del suo creatore, tutta la sua tenerezza e misericordia onnipotente. Se è vero che senza Gesù non possiamo far nulla, allora è vero che con lui possiamo far tutto! Chiediamo quello che vogliamo e ci sarà fatto (v. 7)! Nel portare frutto, scopriremo che il Padre, oltre che misericordioso, sa anche essere fiero ed orgoglioso dei suoi figli. La vergogna è stata sconfitta. Noi siamo la sua gloria. Preghiamo Io ti rendo grazie: hai fatto di me una meraviglia stupenda; meravigliose sono le tue opere, le riconosce pienamente l’anima mia. (dal Salmo 138) [da: La Parola ogni giorno – LA NOSTRA LETTERA SIETE VOI – Santità ministeriale – Pasqua 2011 – Centro Ambrosiano]

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