Gs 24,29-32; Sal 33; Lc 9,46-50   «Nacque poi una discussione tra loro, chi di loro fosse più grande. Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: “Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande”». (Lc 9,46-48) Quali meriti avranno avanzato i discepoli per dimostrare di primeggiare gli uni sugli altri? Forse la migliore eloquenza nell’annuncio del Regno, le più belle guarigioni operate o chissà cos’altro. Ma «non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore. Agli occhi di Gesù, se qualcosa deve essere grande è solo il cuore, un cuore dilatato dall’amore, quell’amore che l’apostolo Paolo canta nel suo inno alla carità: amore che non si vanta, non si gonfia d’orgoglio; un cuore aperto ad accogliere soprattutto i piccoli, i poveri con disinteresse; un cuore ricolmo di una fede penetrante che sa vedere in ogni prossimo il volto stesso di Gesù, colui che si è fatto l’ultimo di tutti per amore. Preghiamo col Salmo Molti sono i mali del giusto, ma da tutti lo libera il Signore. Custodisce tutte le sue ossa: neppure uno sarà spezzato.

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