1Sam 3,1-20; Sal 62; Ef 3,1-12; Mt 4,18-22 Samuele, il figlio miracolosamente donato da Dio ad Anna, è ora chiamato da Dio; e lui si pone in piena disponibilità al servizio del Signore e della sua volontà. (1Sam 3) La vocazione è il tema centrale delle letture odierne: una chiamata ineludibile del Signore che coglie ciascuno, non a caso, ma nelle sue peculiarità e nel suo contesto di vita. Per grazia divina Paolo è diventato ministro del vangelo, chiamato ad annunciare a tutte le genti il mistero di Cristo. Pure tali genti non sono escluse dalla grande missione di diffondere la parola di Gesù e di testimoniarne il messaggio di salvezza. L’apostolo dedica tutto se stesso all’attuazione del regno; come per altro ha fatto Samuele che fu pronto a rispondere alla chiamata divina senza porre condizioni nè chiedere spiegazioni. Gesù raccoglie i suoi discepoli e li individua tra i pescatori per farne pescatori di uomini: anch’essi rispondono con prontezza alla sua chiamata e non fanno obiezioni. Ciò che maggiormente è sottolineato è proprio la cura con cui profeti e discepoli vengono scelti, cui fa riscontro una fiduciosa e pronta adesione del prescelto. Preghiamo col Salmo Ti benedirò per tutta la vita; nel tuo nome alzerò le mie mani. Come saziato dai cibi migliori, con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.

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