At 17,1-15; Sal 113(114); Gv 12,37-43 «Signore chi ha creduto alla nostra parola? E la forza del Signore, a chi è stata rivelata?». (Gv 12, 38) Ci sono gli increduli e quelli dalla fede impotente, soggiogata dalla paura di “essere espulsi” dalla sinagoga. Siamo nel finale della prima parte del vangelo di Giovanni. Dopo tutti i segni e le diatribe, in pochissimi “stanno dietro” a Gesù. Ma nonostante lo scarso successo, la situazione sembra comunque diretta da Dio: «Perché non vedano, non comprendano, non si convertano e io li guarisca». Questo brano del capitolo 6 di Isaia, mi ha sempre alquanto turbato. Forse gli autori ispirati vogliono solo dirci che il rifiuto da parte di Israele era previsto, ma che non avrebbe impedito al Signore di compiere la sua opera. Anzi. Colui che sa trarre il Risorto dal Crocifisso, cosa non saprà trarre dal suo popolo disobbediente? La misericordia e la Grazia sono onnipotenti, sanno ribaltare la sorte di chi è perduto. Sarebbe bello trovare il tempo di leggere e rileggere, con calma, i capitoli nove, dieci e undici della lettera ai Romani. Preghiamo Perché le genti dovrebbero dire: «Dov’è il loro Dio?». Il nostro Dio è nei cieli: tutto ciò che vuole, egli lo compie. (dal Salmo 113b) [da: La Parola ogni giorno – LA NOSTRA LETTERA SIETE VOI – Santità ministeriale – Pasqua 2011 – Centro Ambrosiano]

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