At 10,34-43; Sal 95(96); Fil 2,5-11; Mc 16,1-7 «Questa è la Parola che Dio ha inviato ai figli d’Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti». (At 10,36) C’è un’insistenza nelle parole di Pietro riportate a più riprese nel libro degli Atti che deve farci riflettere: Gesù Cristo è il Signore di tut ti; la salvezza è per tutti. Evidentemente non si trattava di un’affermazione scontata, ovvia, altrimenti non sarebbe stato necessario ribadirla tanto. L’incontro con chi è fuori, è diverso, è lontano, può suscitare timori che producono chiusure, che alzano barriere a difesa di un’identità rassicurante. A questa tentazione presente nella chiesa degli inizi come in ogni tempo, risponde lo Spirito che per bocca di Isaia dice: «Al lar ga lo spazio della tua tenda, stendi i teli della tua dimora senza risparmio,… perché ti allargherai a destra e a sinistra» (Is 54,2), e per bocca di Pietro «Sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia a qualunque nazione appartenga» (At 10,34- 35). Nell’incontro con l’altro sta la possibilità di crescere nella conoscenza di Dio: non lasciamocela sfuggire. Preghiamo Cantate al Signore, benedite il suo nome, annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. In mezzo ai popoli narrate la sua gloria, a tutti i popoli dite le sue meraviglie. (dal Salmo 95) [da: La Parola ogni giorno – LA NOSTRA LETTERA SIETE VOI – Santità ministeriale – Pasqua 2011 – Centro Ambrosiano]

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