At 5,12-21a; Sal 33(34); Rm 6,3-11; Lc 24,13-35 «Egli entrò per rimanere con loro» (Lc 24, 24,29b) In una conversazione sugli ultimi avvenimenti, dove la delusione dell’uno feconda lo sconforto dell’altro generando volti tristi e oscurando l’orizzonte, Gesù fa domanda di essere ospitato: «Che sono questi discorsi…? ». Se a lui che bussa noi apriamo la porta (Ap 3,20) ci accadrà come ai due di Emmaus: attraverso le orecchie le parole di Mosè e di tutti i Profeti spiegateci da Gesù ci scalderanno il cuore, anzi, lo faranno bruciare quel cuore lento e tiepido; attraverso le mani che ricevono il pane benedetto e spezzato, i nostri occhi finalmente si apriranno a riconoscerlo. È attraverso l’ascolto delle Scrit – ture che noi cristiani di oggi possiamo “vedere” il Risorto, come era del resto per i contemporanei dell’evangelista, per i quali è detto: «Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti sarebbero persuasi» (Lc 16,11). Ascolto e condivisione del pane spezzato sono gli spazi nei quali il Signore viene a incontrarci, spazi nei quali l’incontro fra di noi è guarito dalla tristezza e acceso al suo fuoco. Preghiamo Ho cercato il Signore e mi ha risposto e da ogni timore mi ha liberato. (dal salmo 33) [da: La Parola ogni giorno – LA NOSTRA LETTERA SIETE VOI – Santità ministeriale – Pasqua 2011 – Centro Ambrosiano]

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