Dn 7, 9-14; Sal 97 (98); 2 Ts 1, 1-12; Lc 3, 23-38 «Egli verrà per essere glorificato nei suoi santi». (2 Ts 1, 10a) In questa lettera Paolo richiama i credenti all’inevitabilità delle sofferenze nella vita cristiana per il nome di Gesù e per il suo Regno, ma aggiunge che la capacità di resistere senza lasciarsi sopraffare è già ora segno di ciò che accadrà alla fine di tutta la storia: la vittoria definitiva del Signore, ossia della logica dell’amore. Allora tutti potranno vedere, proprio guardando a come avranno vissuto i credenti in Lui, che l’unico vero modo di far durare la vita sarà stato quello di spenderla, di perderla, di consegnarla ai fratelli. Abbiamo un bellissimo e inaspettato compito come comu-nità cristiana: far intuire a chiunque ci incontri la grandezza dell’amore di Dio attraverso il nostro vivere da “santi”, da uomini e donne che trovano nell’amore il solo vero modo d’esistere. Preghiamo Siate contenti di essere cristiani, chi si lascia raggiungere dal Signore è contento (…) perchè la testimonianza non è una propaganda superficiale, e subito vincente, ma è innanzi tutto la riconoscente convinzione di un dono ricevuto, un benessere da diffondere, una gioia da provare. (C. M. Martini, Attraversava la città. Risposta al Sinodo Giovani 2002 )

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