SABATO DELLA SETTIMANA
DELLA III DOMENICA DOPO L’EPIFANIA

 

 

Messa nel giorno:

 

Lettura

Lettura del libro dell’Esodo 19, 7-11

 

In quei giorni. Mosè andò, convocò gli anziani del popolo e riferì loro tutte queste parole, come gli aveva ordinato il Signore. Tutto il popolo rispose insieme e disse: «Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo!». Mosè tornò dal Signore e riferì le parole del popolo. Il Signore disse a Mosè: «Ecco, io sto per venire verso di te in una densa nube, perché il popolo senta quando io parlerò con te e credano per sempre anche a te».

Mosè riferì al Signore le parole del popolo. Il Signore disse a Mosè: «Va’ dal popolo e santificalo, oggi e domani: lavino le loro vesti e si tengano pronti per il terzo giorno, perché nel terzo giorno il Signore scenderà sul monte Sinai, alla vista di tutto il popolo».                           

 

 

Salmo

Sal 95 (96)

 

             ®Cantate al Signore e annunciate la sua salvezza.

 

Cantate al Signore un canto nuovo,

cantate al Signore, uomini di tutta la terra.

Cantate al Signore, benedite il suo nome,

annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. ®

 

In mezzo alle genti narrate la sua gloria,

a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

Grande è il Signore e degno di ogni lode,

terribile sopra tutti gli dèi. ®

 

Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,

il Signore invece ha fatto i cieli.

Maestà e onore sono davanti a lui,

forza e splendore nel suo santuario. ®

 

 

Epistola

Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati 4, 22 – 5, 1

 

Fratelli, sta scritto che Abramo ebbe due figli, uno dalla schiava e uno dalla donna libera. Ma il figlio della schiava è nato secondo la carne; il figlio della donna libera, in virtù della promessa. Ora, queste cose sono dette per allegoria: le due donne infatti rappresentano le due alleanze. Una, quella del monte Sinai, che genera nella schiavitù, è rappresentata da Agar – il Sinai è un monte dell’Arabia –; essa corrisponde alla Gerusalemme attuale, che di fatto è schiava insieme ai suoi figli. Invece la Gerusalemme di lassù è libera ed è la madre di tutti noi. Sta scritto infatti:/ «Rallégrati, sterile, tu che non partorisci,/ grida di gioia, tu che non conosci i dolori del parto,/ perché molti sono i figli dell’abbandonata,/ più di quelli della donna che ha marito».

E voi, fratelli, siete figli della promessa, alla maniera di Isacco. Ma come allora colui che era nato secondo la carne perseguitava quello nato secondo lo spirito, così accade anche ora. Però, che cosa dice la Scrittura? «Manda via la schiava e suo figlio, perché il figlio della schiava non avrà eredità col figlio della donna libera». Così, fratelli, noi non siamo figli di una schiava, ma della donna libera.

Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù.     

 

 

Vangelo

Lettura del Vangelo secondo Matteo 20, 17-19

 

In quel tempo. Mentre saliva a Gerusalemme, il Signore Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».      

 

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Messa vigiliare della IV domenica dopo l’Epifania

 

Vangelo della Risurrezione

Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Luca 24, 9-12

 

Tornate dal sepolcro, le donne annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli. Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto.

             Cristo Signore è risorto!

             ®Rendiamo grazie a Dio!

 

Seguono le letture dalla messa nel giorno della Domenica:

Sap 19,6-9; Sal 65; Rm 8,28.32; Lc 8,22-25

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