Ciascuno trascorra l'estate in compagnia di un cicerone: guida, amico, nonno, “invisibile”. Egli è quell'uno nel quale si concentra la comunità. Evoca il pieno, la vita.

di Massimo Pavanello
Responsabile Turismo e Pellegrinaggi

Beniamino era il cocco di papà Giacobbe. Ma anche i suoi undici fratelli lo amavano e lo custodivano. La gente che portava il suo nome – insieme a quella di Levi e di Giuda – costituiva il “resto d’Israele”: le uniche tribù rimaste, dopo la distruzione del Regno del Nord.

Non sappiamo molto di questo ultimogenito, ma stando a quanto accennato sin qui parrebbe quasi un membro di una “categoria protetta”.

Il Salmo 68, però, sorprende: «Ecco il giovane Beniamino,/ che guida gli altri,/ i prìncipi di Giuda e la loro schiera,/ i prìncipi di Zabulon, i prìncipi di Neftali».

«Beniamino la guida» è quindi debole e forte al contempo. Come tante altre figure riconducibili al nome famoso.

Il conduttore turistico, nel senso stretto, ad esempio, è l’anello fragile della filiera del viaggio. La prima voce di spesa che si taglia.

Il cicerone ha, poi, molti competitors: dalla sussidiazione raccolta in proprio prima di partire, alle tecnologie gestibili col telefonino. Non sono pochi, però, quelli che lo sostituiscono col nulla. Camminano col naso all’insù, credendo che ciò automaticamente immagazzini meraviglia da rigustare all’occorrenza.

Anche l’amico locale, spesso, entra in gioco in un secondo momento. Per non disturbare, si dice. Lo si va a trovare a fine vacanza: un saluto veloce e un ricordo dei bei tempi. Raramente si usufruisce della sua conoscenza del luogo.

Per non dire di altre guide, tipo i nonni, considerati talvolta fonti in via d’esaurimento. In realtà, sono dei bigini viventi di storia e di arte.

Durante una loro festa, Papa Francesco – col suo tipico stile a braccio – ha proprio chiosato: «Tu sei vecchio: ma hai tante cose da dirci, da raccontarci, di storia, di cultura, della vita, dei valori … Eh? Non lasciare che questa cultura dello scarto vada avanti; che sempre ci sia una cultura inclusiva».

E reinterpretando una immagine nota – che talora trova applicazione pure nel turismo, diciamo noi, soprattutto nell’ambito del volontariato – ha ricordato una specifica funzione d’accoglienza: «Sono i nonni a ricevere Gesù nel Tempio, non il sacerdote: questo viene dopo. I nonni. E leggete questo, nel Vangelo di Luca: è bellissimo!».

Compagno timoniere non è però solo il conosciuto accantonato. Potrebbe esserlo, inaspettatamente, persino un “invisibile”.

Il direttore della Caritas ambrosiana ha recentemente snocciolato questi dati: «I senza tetto a Milano sono circa 3.500, almeno 500 vivono per strada. Con la crisi, un numero crescente di loro viene dall’ex ceto medio impoverito». Una categoria che ha una cultura media. Ciò è così vero che i frequentatori del centro diurno “La Piazzetta” sono stati in grado di compilare una guida turistica preziosa: «I Gatti di Milano non toccano terra» (ed. Cooperativa Oltre; 10 euro, metà va agli autori).

Vi sono proposti nove itinerari insoliti per la città di Milano. Si trovano una grande quantità di informazioni storiche, aneddoti curiosi, episodi celebri. Ed è rappresentata inoltre la Milano degli “Spiazzati”, questo il nome che si sono dati gli estensori stessi della guida.

I personaggi evocati, ma non solo, sono presenti in ogni territorio e vicini a ciascuno. Apprezzare e ricercare la compagnia di un conducente ha molti lati positivi. Egli è quell’uno che concentra in sé una comunità. Che evoca il pieno, la vita. Ha la debolezza della minoranza e la forza della testa di ponte. Quattro occhi – invece di due – fanno meglio scorgere la virtù ed il bisogno, di ieri e di oggi. La secca disintermediazione può significare – talvolta – solitudine, selfie. Sia per chi vuol conoscere un luogo sia per chi cerca orientamento d’esistenza.

Buona estate, allora. Ciascuno possa trascorrerla insieme ad un suo Beniamino, la guida.

 

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