Questa terza sezione del sito contiene una semplice proposta di strutturazione dei percorsi di preparazione al matrimonio cristiano.


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Naturalmente essa deriva dalle scelte di metodo e contenuto operate precedentemente nelle sezioni Guida regionale del 2000: riprendiamo gli intenti e Dieci ingredienti per la preparazione di un buon corso , alle quali si rimanda.

Qui troverete un esempio di trascrizione operativa in 12 schede di quanto prima delineato. Il numero delle schede intende porsi in sintonia con la richiesta dei recenti Orientamenti della Chiesa italiana sulla preparazione al matrimonio e alla famiglia di portare a “circa 12” il numero degli incontri dei percorsi. Più generalmente, tutto l’itinerario è stato pensato in armonia con le indicazioni di quest’ultimo e importante documento della Chiesa italiana.

Ogni scheda ripropone, con le dovute eccezioni, la seguente scansione dell’incontro: breve introduzione a cura dell’equipe, lettura e commento di un brano biblico, proposta frontale del tema, tempo per il silenzio e per il dialogo di coppia guidato da alcune domande. Infine, un breve tempo di confronto in gruppo e la preghiera finale concludono la serata.

Per ogni incontro (tranne il primo) vengono offerte due schede. Una Scheda operatori, più ampia, con suggerimenti per il commento della Parola e la presentazione frontale, a beneficio di chi prepara l’incontro. Una Scheda per le coppie, che riporta solo alcuni elementi del commento biblico e della presentazione del tema, ma contiene le domande per il lavoro individuale a cui seguirà una condivisione in coppia e in gruppo e una preghiera conclusiva. Valuti l’equipe come personalizzarla  in tutte le sue parti, specie le domande, in relazione al proprio gruppo di coppie.

Alcune sottolineature per comprendere e valorizzare lo spirito della proposta:

– le schede non vogliono proporsi come materiali già in tutto completi e pronti all’uso, né come ‘testo diocesano’ da adottarsi obbligatoriamente. Contengono però un’impostazione relativa al metodo, alla scelta dei contenuti e alla sensibilità pastorale che il Servizio per la famiglia propone quale riferimento per i percorsi diocesani. Conservata questa impostazione di fondo i materiali possono essere adattati dalle equipe al proprio contesto operativo.

il brano biblico offre il punto d’accesso al tema dell’incontro. Per le sue caratteristiche è in grado di introdurre sapientemente, ma l’incontro non può consistere in una lectio troppo impegnativa per gli uditori, per quanto ben fatta. Si consiglia di dedicare un tempo di circa 15 min. Tutti i brani sono stati scelti tra quelli proposti dal lezionario per il rito del matrimonio.

– la scheda operatori contiene spunti per la presentazione frontale. Anche questo momento non va eccessivamente enfatizzato né prolungato (massimo 30 min.). Si raccomanda di curare una comunicazione semplice ed efficace, che sappia giungere al cuore del problema con un linguaggio ed esempi vicini all’esperienza degli interlocutori. Questo momento è infatti finalizzato all’offrire materia per il ripensamento personale e il successivo dialogo in coppia.

Il dialogo è infatti un momento della serata di essenziale importanza. Una buona comunicazione è la migliore assicurazione per la salute della relazione. Spesso le coppie non sanno parlare di temi importanti e il percorso rappresenta un’occasione per imparare a farlo. Proporre le domande giuste per chi ascolta rappresenta un buon strumento di lavoro e favorisce la reale interiorizzazione dei contenuti proposti. È quindi importante che l’equipe selezioni alcune domande sulle quali operare un efficace confronto.

– È quindi importante disporre di spazi che consentano riservatezza e tranquillità per il dialogo: Alcune attenzioni, come l’offrire con un termos un the caldo o una tisana, possono aiutare a creare un clima di intimità; in questo momento è meglio evitare dolci o torte, che invece favoriscono un clima di perdita di tempo.

– Si raccomanda di lasciare un tempo sufficiente perché i singoli riflettano e rispondano per sé. Solo successivamente si dia spazio (ampio) al dialogo di coppia che sarà proficuo quanto più i singoli avranno pensato prima cosa comunicarsi. Il confronto di gruppo ha un suo significato, ma non rappresenta la priorità, e può vertere anche solo su una delle domande, che non va comunicata prima per evitare che assorba tutta l’attenzione.

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