5.09.2012

Un inizio entusiasmante! Non può che essere così l’apertura del nuovo Anno oratoriano 2012-2013 che porterà i ragazzi e le loro famiglie a celebrare l’Anno della fede nelle nostre comunità.

La proposta di animazione «Jump!» chiederà a tutti di fare «il salto della fede» già all’inizio, in occasione della Festa dell’Oratorio che, nella diocesi ambrosiana, è prevista ufficialmente domenica 23 settembre 2012.

La festa aprirà le «porte» alle innumerevoli attività che l’oratorio saprà realizzare nel corso dell’anno pastorale e ne anticiperà il sapore grazie ad una presentazione - condensata in un certo senso in un giorno - del «bello» che l’oratorio proporrà ai ragazzi ogni settimana e per tutto l’anno. La Festa di apertura degli oratori darà così avvio ad uno stato di «animazione permanente» che sarà lo strumento principale per dimostrare che l’oratorio è il luogo «dove si sta insieme nella gioia della fede» (Benedetto XVI, Stadio Meazza, Cresimandi 2 giugno 2012).

Per cogliere suggerimenti e utilizzare materiali faremo riferimento ai sussidi e agli strumenti per l’animazione dell’Anno della fede in oratorio che la Fom mette a disposizione per ogni tempo dell’anno, a partire dal primo pubblicato a settembre (dal 10 settembre disponibile presso la libreria In dialogo) che prende il titolo dall’intera proposta oratoriana 2012-2013: «Jump! Il salto della fede» (ed. In dialogo).

Prima di impostare le attività della Festa di apertura dell’oratorio, invitiamo a rileggere insieme agli animatori e agli educatori Il Gazzettino della Fom n. 7 del 2012 che presenta la proposta dell’Anno oratoriano e suggerisce contenuti, piste e sviluppi che possono essere «lanciati» proprio in occasione della Festa.
 

Una festa «Jump!»

La proposta di animazione «Jump!», che sottolinea il gesto del salto, ben si presta alla realizzazione di giochi e attività o prove che abbiamo al centro il saltare in tutte le sue varianti. Molto in questo senso abbiamo suggerito nel sussidio «Jump! Il salto della fede», ma in ciascun oratorio la creatività del gruppo degli animatori, convocato per tempo, può contribuire a costruire la giornata della Festa dell’oratorio attorno al tema del salto: prove di abilità, tornei di salto (in tutte le varianti dell’atletica), quiz in cui bisogna saltare per dare la risposta, clownerie, cerchi di gioia o balli in cui l’elemento del salto sia preponderante e evidente, pranzi in cui si salta l’antipasto per poi riproporlo prima del secondo, ecc. Si tratta di «spalmare» le proposte «Jump!» lungo tutta la giornata di festa, dal mattino dopo la messa al pomeriggio e alla serata.
Un altro tema da tradurre in gioco è la «fiducia». Anche in questo caso ci sono alcuni suggerimenti nel sussidio, ma ancora una volta l’ingegno del gruppo animatori può realizzare prove in cui il superamento avviene solo con un atto di fiducia nei confronti dei compagni o della situazione in cui fidandosi si vince. Ad esempio prove in cui i ragazzi devono lasciarsi andare cadendo all’indietro certi che gli animatori li sorreggeranno, ecc. L’attenzione in queste prove consiste nel ripagare la fiducia con il risultato (senza ad esempio che nessuno si faccia male o cada nel vuoto, ecc.).


Gioco della festa
Let's play a game: the JUMP world!

Anche il gergo e il modo di porsi degli animatori servirà molto a entrare nel clima di una festa «Jump!». Gli animatori possono dire ai ragazzi: «tu sì che sai fare “jump!”», «sei molto “up”», «fidati! Sei grande!» e altri modi di dire che possono essere ripresi per incoraggiare e dare fiducia nel gioco.
Il linguaggio sarà importante anche nel presentare il gioco della festa dell’oratorio del pomeriggio.
La nostra proposta per un gioco a stand dal titolo: «Let's play a game: the JUMP world!» è presentata nel sussidio per l’animazione «Jump! Il salto della fede», dove ci sono anche piccoli suggerimenti per l’animazione della mattina: pochi giorni prima della festa sarà disponibile sul sito internet in questa pagina. Scarica il materiale
 

La messa al centro della festa

Il cuore della Festa dell’oratorio e di ogni festa in oratorio è la celebrazione dell’Eucaristia.
Suggerimenti per l'animazione della Messa: La Messa al centro della festa
 

Preghiera della festa

La preghiera del pomeriggio di festa segna anch’essa un inizio: quello di pregare insieme tutte le domeniche pomeriggio in un momento dedicato che potrà diventare una abitudine. Il luogo dedicato alla preghiera sarà la cappellina dell’oratorio che, proprio a partire dalla Festa dell’oratorio, potrà essere allestita invitando i ragazzi a continui «atti di fede» secondo quanto suggerito nel sussidio «Jump! Il salto della fede» (ed. In dialogo).
Suggeriamo uno schema per la preghiera insieme che si può realizzare con i ragazzi in oratorio in cui sono chiamati a intervenire gli educatori e gli animatori dell'oratorio (schema utilizzato a OraMiLancio): scarica la preghiera.
Come già detto i testi per le altre domeniche sino alla Festa di Cristo Re sono a disposizione nel sussidio «Jump!», così come lo schema di una Celebrazione penitenziale con i ragazzi da vivere nelle prime settimane dell’Anno oratoriano.


Costruiamo l’oratorio «casa della fede»

Un luogo in cui «si sta insieme nella gioia della fede» deve essere innanzitutto bello e curato nei minimi dettagli. L’oratorio è una comunità che è simile ad una famiglia perché trova le sue dinamiche nelle relazioni educative che vi si creano e nella confidenza che si riesce a costruire fra le persone, sia in modo orizzontale all’interno della «comunità educante», sia in maniera verticale nel rapporto con i ragazzi e nelle relazioni fra le generazioni. Se in oratorio l’obiettivo è sentirsi a casa, ciascuno come in una buona famiglia contribuisce a renderlo abitabile per tutti gli altri, in modo tale che tutti in oratorio possano «starci bene».
Il consiglio dell’oratorio – come già detto – può impegnarsi quest’anno a individuare le azioni che rendano l’oratorio davvero accogliente, vivibile, fruibile per tutte le età, generatore di appartenenza, contagioso, aperto verso l’esterno, stimolatore di «ben essere».
Non si tratta di individuare le azioni da compiere (sia una tinteggiatura o un restyling completo), ma di progettare il coinvolgimento di ogni fascia di età nel costruire l’oratorio come «casa della fede» (sia solo prendere l’abitudine di ordinare dopo un’attività). Il tutto fatto non per costrizione ma nel segno della libertà e della responsabilità che il sentirsi a casa comporta.
Per essere davvero «casa della fede», l’oratorio innanzitutto deve strutturarsi per partecipare all’annuncio e ad una grande operazione di nuova evangelizzazione che consiste nel far parlare i luoghi e le persone che lo abitano. È così che ad esempio si può concepire la porta dell’oratorio in un modo nuovo con degli espliciti messaggi ad entrare e con riferimenti espliciti al vangelo.
La porta dell’oratorio nei momenti fondamentali della frequenza assidua dei ragazzi può essere abitata dagli animatori e dagli educatori: un compito da assegnare sarà quello di stare alla porta non certo come dei «buttafuori» ma al contrario come degli «saltadentro» che con cordialità, familiarità e simpatia sanno accogliere, salutare, escogitare la battuta che fa sorridere, invitare subito a «buttarsi» nelle attività.
Anche gli altri luoghi possono essere in un certo senso «presidiati» fornendo stile educativo al bar, alla sala computer, alla sala giochi, al campo di calcio o pallavolo, alla palestra, alle «gradinate» ecc.
Inoltre occorre trovare forme di comunicazione visiva, artistica e multimediale perché in oratorio si possa superare una certa «ignoranza del vangelo» che anche i ragazzi purtroppo portano con sé quando varcano le porte dei nostri oratori.
La Festa di apertura degli oratori può essere l’occasione per impostare questo tipo di servizio nei «luoghi» in cui si può davvero «imparare a vivere».


Un salto in una nuova impresa

Quest’anno può essere quello giusto per fare un «salto di qualità» e tirar fuori dal cassetto quel sogno sul nostro oratorio che non abbiamo ancora avuto modo di mettere in pratica. Può essere realizzare uno spettacolo con una certa fascia di età oppure realizzare un coro, fare scuola di musica o chissà cos’altro. Esemplificare in questo caso sarebbe molto riduttivo. Il consiglio dell’oratorio o la comunità degli educatori può buttarsi in una nuova impresa con coraggio senza lasciarsi prendere dalle inevitabili difficoltà e fatiche. In un certo senso anche così si fa un vero salto della fede, realizzando il tema «Jump!».
Può essere utile lo scambio e il confronto fra oratori vicini (ad esempio coinvolgendo tutti gli oratori all’interno della stessa comunità pastorale o di un’unità di pastorale giovanile o di un decanato) oppure quanto è emerso dal confronto bellissimo del primo happening degli oratori italiani di inizio settembre. L’unione delle forze e il non buttarsi senza aver calcolato le forze in campo sono elementi fondamentali per partire ma poi, dopo che ci si è contati e alla cosa ci si crede, niente ostacola il suo realizzarsi se questo non si oppone – naturalmente – con il progetto educativo dell’oratorio.

Data: domenica 23 settembre 2012