Attraverso alcune esperienze di discernimento e a partire da quanto in questo cambiamento d'epoca emerge come domanda che interpella la libertà, i giovani saranno aiutati a passare dal "chi sono io?" al "per chi sono io?".


«La linea di continuità tra il prossimo Sinodo e i precedenti documenti del pontificato di Francesco risiede nella volontà di mettere la Chiesa tutta in una situazione di discernimento permanente.
A partire dall’ottica del “discernimento” (il Documento Preparatorio parla di un discernimento “dei segni dei tempi”, uno “morale”, uno “spirituale”, uno “vocazionale”), prende corpo l’idea e la specificazione di che cosa significa il “discernimento vocazionale”, tipico dell’età giovanile.
Esso non avviene rinchiudendosi nella propria interiorità per cercare la propria identità in forma intimistica e autoreferenziale, ma esattamente aprendosi al senso e all’orientamento della propria esistenza:

Tante volte, nella vita, perdiamo tempo a domandarci: “Ma chi sono io?”. Ma tu puoi domandarti chi sei tu e fare tutta una vita cercando chi sei tu. Ma domandati: “Per chi sono io?”. Come la Madonna, che è stata capace di domandarsi: “Per chi, per quale persona sono io, in questo momento? Per la mia cugina”, ed è andata.
Per chi sono io, non chi sono io: questo viene dopo, sì, è una domanda che si deve fare, ma viene dopo (Papa Francesco, Veglia in preparazione alla XXXII Giornata Mondiale della Gioventù, 8 aprile 2017).

Questa è in fondo la “mossa sinodale”: traghettare i giovani dal “chi sono io?” al “per chi sono io?”.
È un’operazione profetica e coraggiosa. Essa propone l’antidoto alla malattia tipica e specifica del tempo in cui siamo chiamati a vivere e operare dal punto di vista educativo, culturale e pastorale: il narcisismo sistemico, autistico e mortifero» (Rossano Sala, La mossa del Sinodo, Intervento alla Consulta di Pastorale universitaria, Milano, 18 maggio 2017; Pierangelo Sequeri, La cruna dell’ego. Uscire dal monotesimo del sé, Vita e Pensiero, Milano 2017, pp. 15-17.27).

La Pastorale Giovanile vocazionale trova così nel rapporto tra il discernimento pastorale e quello personale il suo percorso più promettente.

Dis-cernimento significa, letteralmente, scegliere (cernita) separando (dis). Separare non significa fare una graduatoria che esclude, ma rimettere a posto, riorganizzare i pensieri e le parole che li interpellano. Mettere a posto significa tirare fuori tutto, da brave massaie, perdendo ogni minimo ordine mantenuto per uno più articolato e funzionale. Compiere questa operazione in modo condiviso non è facile, né veloce, ma permette di confrontarsi sulle parole e i loro significati accogliendo più punti di vista e componendo una comunione di sguardi e di intenti più ampia” (Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile, Considerate questo tempo. Discernere la Pastorale Giovanile tra fede e vocazione, Litostampa Istituto Grafico, Bergamo 2017, p. 7).

Sostenuti da alcuni strumenti, cercheremo di vivere il discernimento.
Alcuni verbi scandiranno il nostro cammino: riconoscere, interpretare, scegliere.

Il Servizio per i Giovani e l’Università proporrà diverse esperienze di discernimento a partire da quanto, in questo cambiamento d’epoca, emerge come domanda che interpella la nostra libertà:
il secolarismo e il desiderio di una nuova evangelizzazione;
il rapporto tra le religioni;
il bene comune, come compito;
la città invisibile, ovvero la povertà nelle sue varie forme;
la pace e i conflitti;
i profughi e i migranti;
la missione.

Queste esperienze, che avranno sempre l’opportunità di concludersi con un periodo di servizio nel tempo estivo, verranno presentate sia come sostegno a quei percorsi che ogni territorio o realtà vorrà attivare a favore dei propri gruppi giovanili, sia come opportunità aperta a tutti quei giovani che, per svariati motivi, ancora non vivono un’appartenenza.

Non si tratterà semplicemente di fare, ma di coinvolgersi e compromettersi in questa realtà, con le sue domande, le sue tensioni, le sue opportunità. “Scendendo dal divano” e “mettendosi in strada”, “uscendo verso l’altro”, verso la realtà, comprenderò di me, avrò possibilità di ri-conoscere la vita come chiamata, dandole forma.

Di ciascuna esperienza viene tratteggiata, attraverso una descrizione, la struttura, e viene indicata una possibile opportunità pastorale.

Prendere l’iniziativa
Esperienza di discernimento attraverso l’evangelizzazione di strada accompagnati da Luce nella Notte

Le religioni nel cambiamento d’epoca
Esperienza di discernimento attraverso l’incontro con le religioni monoteiste

Il bene comune
Esperienza di discernimento attraverso la formazione e il coinvolgimento nella realtà politica

La città invisibile
Esperienza di discernimento attraverso l’incontro con alcune forme di povertà

Pace & conflitti
Esperienza di discernimento attraverso l’incontro con persone dedite alla pace e con realtà ferite dai conflitti

Migrare o restare?
Esperienza di discernimento attraverso l’incontro con la realtà dei flussi migratori

Missiogiovani
Esperienza di discernimento attraverso la condivisione e la preparazione di un’esperienza missionaria

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