Il cardinale Scola ha aperto l’incontro di formazione dei Rol, i Responsabili Organizzativi Locali, impegnati per la visita di papa Francesco a Milano. «Il vostro non è solo un ruolo, perché dovete spiegare il senso del gesto di partecipazione alla Messa del Papa», ha detto l’Arcivescovo

di Annamaria BRACCINI

Arrivano in centinaia, di ogni età e, affollano, già da molto prima dell’inizio dell’incontro, il Salone Pio XII del Centro Diocesano di Via Sant’Antonio, tanto che alcuni seguono la mattinata collegandosi dalla attigua chiesa omonima. Il tema, d’altra parte, è cruciale per i Rol, Responsabili Organizzativi Locali scesi in campo per il Papa a Milano: la formazione e tanti dettagli per l’evento di cui si devono occupare da adesso, ma un gran numero è già coinvolto a pieno ritmo, fino al fatidico 25 marzo. Con quel momento fondamentale che sarà la Messa presieduta dal Papa al parco di Monza, alle ore 15.00. 
E, così, a sottolineare la rilevanza dell’appuntamento, arriva anche il cardinale Scola che, rivolto direttamente agli 800 partecipanti, dice: «La vostra figura è quella chiave, è la possibilità concreta di raggiungere capillarmente tutte le nostre realtà parrocchiali e associative per concordare le modalità pratiche di partecipazione all’incontro personale con il Santo Padre, nella grande Messa di Monza». 
Non un evento tra gli altri previsti per la giornata, pur importanti, ma «il punto in cui, si raccoglierà un’espressione significativa e consistente del popolo santo di Dio che vive a Milano e nelle Diocesi  lombarde per celebrare l’Eucaristia, illuminata dalla Parola di Dio, che è la forza su cui poggia la nostra vita. Momento che testimonia, a noi stessi e a tutti i battezzati, la bellezza di seguire Gesù e di annunciare il Vangelo». Un gesto che «se è fatto bene, diventa anche incidente sulla vita civile di questa nostra società plurale». Ovvia, in tale contesto, la necessità che vi sia «un ordine di cammino e una comunicazione adeguata e precisa che “smonti” interpretazioni sbagliate e faccia vedere come il gesto stesso sia praticabile da tutti, anche bambini, anziani malati». 
Ė, infatti, questo il compito che “pesa sulle spalle” dei Rol, già ampiamente e felicemente sperimentati durante Family 2012, tanto che molti vogliono rivivere l’esperienza anche ora. «Voi siete la cinghia di trasmissione tra la base della nostra Chiesa e chi sta organizzando a livello centrale». 
La richiesta di Scola è quella di vivere bene tutto questo, comprendendo «il significato della visita papale che è di capitale importanza», magari attraverso l’utilizzo di strumenti privilegiati come il Sussidio di preparazione “Ho un popolo numeroso in questa città”, pubblicato sul Portale della Diocesi e da lì scaricabile. «Un documento molto bello e che vi consiglio di leggere, così che possiate motivare le indicazioni pratiche, spiegando il senso del gesto»
Il cuore della questione è perché il Papa viene a Milano come successore di Pietro. «Scopo fondamentale è confermarci nella fede e nell’amore di Cristo, ossia mettersi insieme per rendere più salda questa esperienza nelle nostre persone. Qualcosa di decisivo per tutti noi in questo tempo di vero e proprio travaglio. Se ogni singolo cristiano, in quanto membro del popolo di Dio che vive in una Chiesa particolare immagine della Chiesa universale, non fa una domanda sincera al Signore per giungere a un salto di qualità e perché avvenga la conversione, è come se si togliessero delle possibilità, anche agli altri, di incontrare un senso della vita chiaro e preciso». Una conferma nella fede che è conferma di amore e che implica, per i Responsabili Organizzativi, un compito «non riducibile a un ruolo, poiché ha bisogno di un soggetto vivo che lo svolge e che l’amore di Cristo divenga criterio di azione». 
Da qui, la consegna: «Assumete la vostra responsabilità come una grande occasione di conversione e un’apertura del cuore all’ascolto di ciò che il Santo Padre ci dirà. Dovete far capire bene alle nostre sorelle e fratelli – e a tutti coloro che sono disponibili o anche solo curiosi – che il “faccia a faccia” è insuperabile. Incontrare il Papa di persona, anche se dentro una folla, ricevere questo dono di cui ha voluto gratificarci, scegliendo la nostra città, è un’esperienza che segna la vita e ci ridona entusiasmo e gioia per continuare. Affidiamo alla Madonna questo gesto, da cui aspettiamo tanto per superare la frattura tra la fede e la vita, imparando a pensare e sentire come Gesù, così come stiamo dicendo nella Visita pastorale e faremo con le Viae Crucis Zonali. Ė questa la strada per trovare una maggiore unità nelle persone e con i fratelli». 
Poi, dopo il saluto che l’Arcivescovo porta anche ai Rol riuniti in chiesa, le considerazioni e le indicazioni di carattere più pratico sono affidate a don Davide Milani, responsabile delle Comunicazioni Sociali della Diocesi, che osserva: «Cercate di attrarre i giovani delle vostre parrocchie, associazioni, movimenti, ma anche gli anziani e i disabili. C’è posto per tutti. Pensiamo alla Chiesa in uscita di Francesco: proponete, quindi, l’occasione della sua visita anche a chi abita il territorio. Non dobbiamo organizzare solo per i nostri ambienti. Il Papa è amato, conosciuto da tutti. Interagite con i media, invitate chiunque. Non siete piccoli burocrati locali, siate promotori, sentendo la sfida di portare le Comunità dal Santo Padre. Promuovete le iscrizioni alla Messa in parrocchia, registrate i partecipanti, identificate i capogruppo (necessari ogni 50 partecipanti), coordinatevi, ma immaginate anche qualcosa fuori della parrocchia, con creatività, magari parlando con il sindaco, invitando i cittadini». 
A conclusione è il Moderator Curiae, monsignor Bruno Marinoni, a offrire dettagli e numeri che già dicono molto dell’evento, come la previsione di utilizzare 3000 pullmans, di incoraggiare l’uso della bicicletta – si pensa di individuare negli oratori di Monza 2000 rastrelliere di custodia – e di definire quali siano i mezzi di trasporto da utilizzare per raggiungere il Parco. Alcuni, dai paesi vicini, arriveranno a piedi.