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Anno 3 - n. 42/2007
17 - 23 novembre


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registrato presso
il Tribunale di Milano
al numero 848
in data 15.12.2004

Direttore
Responsabile
Claudio MAZZA
ARTE & CULTURA
 
 
Una serie di appuntamenti culturali
per conoscere il Paese sudamericano

VIAGGIO "INCANTATO"
NELLA MUSICA, E NELLE PAROLE,
DELL'URUGUAY

di Giovanni Guzzi

«Lei sa che in Uruguay il 40% della popolazione ha origini italiane e che Giuseppe Garibaldi è stato comandante della nostra Marina Militare?» esordisce, salutandoci, Carlos Nadal Rios, Ministro Console Generale dell’Uruguay a Milano, incontrato all’Instituto Cervantes in occasione di Encanto, un viaggio nella canzone popolare e d’autore sudamericana con il cantautore italo-uruguayo Angel Luis Galzerano. Secondo di quattro appuntamenti, dedicati alla letteratura, alla musica, al cinema ed alla poesia contemporanea del paese sudamericano, raccolti sotto il titolo di Homenaje a Uruguay Rìo donde vive el pàjaro : per il fatto che la parola “Uruguay” deriva dalla lingua indigena guaraní e può essere tradotto con “il fiume dove vive l’uccello”.

«E’ un paese piccolo ma grande», ha continuato il Console, «che ha tanti legami con l’Italia e proprio per farli conoscere ai milanesi abbiamo voluto organizzare questo mese dell’Uruguay. Ci siamo riusciti grazie all’amicizia con il prof. Anton Castro, direttore di questo Instituto di cultura spagnola che ospita l’iniziativa».

Il primo incontro è stato con Carmen Posadas. Nata a Montevideo nel 1953 oggi vive a Madrid ed èfra le più importanti scrittrici contemporanee latinoamericane. Premio Planeta nel 1998 con il romanzo Pequenas infamias (Piccoli intrighi), è autrice di gialli e thriller, con trame misteriose che la avvicinano ad Agatha Christie e Pedro Almodovar, ma anche di letteratura per l’infanzia. Ad intervistarla al Cervantes è stata Margarita Carriquiry, prestigiosa docente e critico letteraria uruguayana che vive a Roma e, nel 1989, ha vinto il Primo Premio dell’Accademia Nazionale delle Lettere dell’Uruguay.
Nel corso della conversazione è emerso quanto Carmen Posadas debba alla letteratura dell’Uruguay, della Spagna e latinoamericana in generale , ma anche quanto queste letterature debbano a lei: dalla critica “voyeuristica” dell’alta società attuale della Spagna ai temi dell’amore e della morte, affrontati però sempre con molto umorismo, «il mondo è troppo serio perché si possa vivere senza ridere»!

Davvero un viaggio oltreoceano è stato, invece, quello proposto dalle canzoni di Angel Galcerano che, accompagnandosi con la chitarra, ha sfruttato appieno le potenzialità evocative della musica per portare il pubblico fra le strade del quartiere “italiano” di Montevideo dove il musicista è nato e cresciuto. Fra le vie Etna, Salerno, Verona... Davanti al negozio del carpentiere che, non si sa perché, aveva costruito una barca per “parcheggiarla” in strada: per la gioia dei bambini che su di essa si sognavano pirati e, forse, per il suo nostalgico sogno di immigrato di poter un giorno far ritorno in Italia. Nei sentimenti di un popolo capace di amore anche al tempo della dittatura quando vestivano di grigio-verde militare anche gli studenti delle scuole superiori. Nelle case dove si ascoltavano le canzoni di Sanremo, in particolare quelle di Luigi Tenco, non tristi ma malinconiche e vicine ai sentimenti di un popolo che ben conosceva la malinconia dell’emigrazione . Sulle spiagge meravigliose, ma ancora sconosciute al turismo di massa, del tratto di mare che a Montevideo è chiamato “ inferno dei naviganti”: per i suoi fondali bassi sui quali sono ancora oggi adagiate tante navi dei conquistadores cariche di tesori.

Immagini pennellate con i ritmi di una musica nazionale che, di volta in volta, esprime l’originalità folclorica indigena, il debito verso le culture latinoamericane vicine e le tradizioni europee ed africane da cui proviene il popolo dell’Uruguay. In particolare con la popolare milonga ed il candombe: suonato da percussionisti che si trovano ovunque per le strade della città, alla cui modernità contrappongono la forza ancestrale dei propri ritmi travolgenti.

Ma anche con la murga, altra forma musicale uruguaya di origine spagnola (dalla zona di Cadice) nella quale le voci prevalgono sugli strumenti, incalzante nell’esecuzione di Sentados al cordòn de la vereda (Seduti sull’orlo del marciapiede) una celebre canzone uruguaya ben nota al pubblico presente che, palesemente commosso, l’ha cantata assieme a Galcerano in un finale davvero emozionante.

I prossimi appuntamenti dell’Homenaje a Uruguay saranno il 19 e 26 novembre, rispettivamente per la proiezione del film di Aldo Garay La espera (L’attesa), vincitore di numerosi premi cinematografici ed ispirato al romanzo Torquator, dello scrittore Henry Trujillo, e per il recital di poesia Voy soñando calles con il poeta Juan Baladán Gadea. Questo poeta, compositore ed ex violinista, è stato prigioniero politico nelle carceri della dittatura dal 1971 al marzo 1985 quando, liberato grazie ad un’amnistia, si è trasferito in Italia dove vive tuttora.

Tutti gli incontri sono alle 18 con ingresso libero presso l’Instituto Cervantes in via Dante 12 a Milano.
 
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