Settimanale registrato presso il Tribunale di Milano al numero 848 in data 15.12.2004
Direttore Responsabile Claudio MAZZA
ARTE & CULTURA
Una serie di appuntamenti culturali per conoscere il Paese sudamericano
VIAGGIO "INCANTATO" NELLA MUSICA, E NELLE PAROLE, DELL'URUGUAY
di Giovanni Guzzi
«Lei sa che in Uruguay il 40%
della popolazione ha origini italiane e che Giuseppe Garibaldi è
stato comandante della nostra Marina Militare?» esordisce,
salutandoci, Carlos Nadal Rios, Ministro Console Generale dell’Uruguay
a Milano, incontrato all’Instituto Cervantes in occasione di Encanto,
un viaggio nella canzone popolare e d’autore sudamericanacon
il cantautore italo-uruguayo Angel Luis Galzerano. Secondo di
quattro appuntamenti, dedicati alla letteratura, alla musica, al cinema
ed alla poesia contemporanea del paese sudamericano, raccolti sotto il
titolo di Homenaje a Uruguay Rìo donde vive el pàjaro
: per il fatto che la parola “Uruguay” deriva dalla lingua indigena
guaraní e può essere tradotto con “il fiume dove vive
l’uccello”.
«E’ un paese piccolo ma grande»,
ha continuato il Console, «che ha tanti legami con l’Italia e
proprio per farli conoscere ai milanesi abbiamo voluto organizzare questo
mese dell’Uruguay. Ci siamo riusciti grazie all’amicizia con il
prof. Anton Castro, direttore di questo Instituto di cultura spagnola che
ospita l’iniziativa».
Il primo incontro è stato con Carmen
Posadas. Nata a Montevideo nel 1953 oggi vive a Madrid ed èfra le
più importanti scrittrici contemporanee latinoamericane. Premio
Planeta nel 1998 con il romanzo Pequenas infamias (Piccoli
intrighi), è autrice di gialli e thriller, con trame misteriose
che la avvicinano ad Agatha Christie e Pedro Almodovar, ma anche di
letteratura per l’infanzia. Ad intervistarla al Cervantes è stata Margarita
Carriquiry, prestigiosa docente e critico letteraria uruguayana che
vive a Roma e, nel 1989, ha vinto il Primo Premio dell’Accademia
Nazionale delle Lettere dell’Uruguay. Nel corso della
conversazione è emerso quanto Carmen Posadas debba alla
letteratura dell’Uruguay, della Spagna e latinoamericana in generale
, ma anche quanto queste letterature debbano a lei: dalla critica
“voyeuristica” dell’alta società attuale della Spagna ai temi dell’amore e
della morte, affrontati però sempre con molto umorismo, «il
mondo è troppo serio perché si possa vivere senza ridere»!
Davvero
un viaggio oltreoceano è stato, invece, quello proposto dalle canzoni di
Angel Galcerano che, accompagnandosi con la chitarra, ha sfruttato
appieno le potenzialità evocative della musica per portare il
pubblico fra le strade del quartiere “italiano” di Montevideo dove il
musicista è nato e cresciuto. Fra le vie Etna, Salerno, Verona...
Davanti al negozio del carpentiere che, non si sa perché, aveva costruito
una barca per “parcheggiarla” in strada: per la gioia dei
bambini che su di essa si sognavano pirati e, forse, per il suo nostalgico
sogno di immigrato di poter un giorno far ritorno in Italia. Nei
sentimenti di un popolo capace di amore anche al tempo della dittatura
quando vestivano di grigio-verde militare anche gli studenti delle scuole
superiori. Nelle case dove si ascoltavano le canzoni di Sanremo, in
particolare quelle di Luigi Tenco, non tristi ma malinconiche e vicine ai
sentimenti di un popolo che ben conosceva la malinconia dell’emigrazione
. Sulle spiagge meravigliose, ma ancora sconosciute al turismo di
massa, del tratto di mare che a Montevideo è chiamato “
inferno dei naviganti”: per i suoi fondali bassi sui quali sono
ancora oggi adagiate tante navi dei conquistadores cariche di tesori.
Immagini
pennellate con i ritmi di una musica nazionale che, di volta in volta,
esprime l’originalità folclorica indigena, il debito verso le culture
latinoamericane vicine e le tradizioni europee ed africane da cui proviene
il popolo dell’Uruguay. In particolare con la popolare milonga
ed il candombe: suonato da percussionisti che si trovano ovunque
per le strade della città, alla cui modernità contrappongono la
forza ancestrale dei propri ritmi travolgenti.
Ma anche con la
murga, altra forma musicale uruguaya di origine spagnola (dalla
zona di Cadice) nella quale le voci prevalgono sugli strumenti,
incalzante nell’esecuzione di Sentados al cordòn de la vereda
(Seduti sull’orlo del marciapiede) una celebre canzone uruguaya ben nota
al pubblico presente che, palesemente commosso, l’ha cantata assieme a
Galcerano in un finale davvero emozionante.
I prossimi
appuntamenti dell’Homenaje a Uruguay saranno il 19 e 26
novembre, rispettivamente per la proiezione del film di Aldo Garay La
espera (L’attesa), vincitore di numerosi premi
cinematografici ed ispirato al romanzo Torquator, dello
scrittore Henry Trujillo, e per il recital di poesia Voy soñando
calles con il poeta Juan Baladán Gadea. Questo poeta,
compositore ed ex violinista, è stato prigioniero politico nelle
carceri della dittatura dal 1971 al marzo 1985 quando, liberato grazie
ad un’amnistia, si è trasferito in Italia dove vive tuttora.
Tutti
gli incontri sono alle 18 con ingresso libero presso l’Instituto Cervantes
in via Dante 12 a Milano.