S. Maria in Piazza
Indirizzo Piazza Santa Maria
Comune BUSTO ARSIZIO
Provincia VA
Cap 21052
Regione Lombardia
Stato Italia
Sito santamariaregina.it/mariainpiazza
E' il santuario
della città, nel quale si venera la Madonna dell'Aiuto,
rappresentata con la mano atteggiata a proteggere la
popolazione di Busto dai pericoli incombenti: guerre,
epidemie, in passato anche fame. La costruzione della chiesa
iniziò nel 1517. Tra i committenti un ruolo di spicco viene
riconosciuto alla Scuola dei Poveri, un consorzio di laici
ordinariamente dediti per statuto alla assistenza dei poveri e
dei malati, che si insediò presso la stessa chiesa di Santa
Maria, nel cuore del borgo. Secondo gli studi più recenti,
l'architetto è Antonio da Lonate, esecutore - come vuole la
tradizione - di un progetto di Donato Bramante. Antonio
realizzò le volumetrie geometriche della chiesa con le sue
lesene e con le modanature in cotto e pietra: i due prismi, a
base quadrata l'inferiore, a base ottagonale il superiore, la
cupola interna a spicchi con le nicchie del tamburo. Intorno
al 1520 intervenne però un altro architetto, Tommaso Rodari,
nativo di Maroggia sul Lago di Lugano, apportando elementi di
grande eleganza: i portali, la loggetta del tiburio, i
gugliotti, la cupola a doppia curvatura. Seguì, fino al 1542,
la decorazione pittorica, raffinata e colta, che vide
impegnati Giovan Pietro e Raffaele Crespi, di ascendenza se
non di origine bustese, i piemontesi Giovan Battista Della
Cerva e Gaudenzio Ferrari, autore quest'ultimo, con la
collaborazione di aiuti, del polittico dell'Assunta che diede
il titolo alla chiesa, polittico oggi collocato sulla parete
nord ma fino al 1940 nell'abside. Le 32 statue scolpite nel
legno da Fabrizio de Magistris e dipinte a biacca, furono
collocate nelle nicchie nell'anno 1602. Questo santuario di
Busto, già riconosciuto `formoso" cioé magnifico nel
Cinquecento e "zoiello d'Italia" nel Seicento, è un esempio
nobilissimo di arte. Una pianta della chiesa dell'anno 1580
circa presenta, oltre all'altare principale, cinque altari
minori, in seguito ridotti a due. Lungo i secoli qualche porta
è stata prima murata e poi ripristinata. Una balaustrata di
legno, poi di pietra, proteggeva nel Cinque e Seicento la
chiesa dalla piazza, sempre troppo affollata di gente e di
bestie durante il mercato settimanale del venerdì. Per
rimediare ai danni delle infiltrazioni d'acqua, si sono
operati restauri nel Sei e Settecento, sono poi seguiti
interventi più complessi negli anni 1874-86, 1939-43, 1983-85
e, riservati alla ornamentazione pittorica, nel 1988-89.
Durante il restauro del 1940 sono venute alla luce le
fondazioni del sacello altomedievale e quelle della chiesa con
tre absidi, ricostruita presumibilmente nel secolo XIII, ed
anche la prima pietra del santuario attuale con incisa la data
1517. Il campanile in mattoni è del 1584, sostitutivo di una
torre civica medievale crollata; ma la parte alta, rivestita
di pietra chiara, fu aggiunta dall'architetto Carlo Maciachini
negli anni 1886-89, quando chiesa e campanile vennero isolati
dalle costruzioni che ad essi si erano via via abbarbicate
come edera. A pochissimi metri dal campanile sta l'oratorio di
Sant'Antonio abate; Pietro Giavini lo ha raffigurato insieme
al santuario.
Periodo: anno 1517
Situata in
piazza Santa Maria, la zona più antica della città, questa
chiesa che venne costruita a partire dal 1517 è caratterizzata
dalle eleganti forme rinascimentali. A pianta centrale, si
presenta come un corpo cubico coronato da un tiburio con
loggiato e da una cupola ottagonale che si conclude con una
lanterna. L’opera è stata attribuita ad Ambrogio da Lonate,
architetto locale, ma è chiara l’influenza di Bramante in questi
anni attivo a Milano. Della ricca decorazione interna, di
stampo decisamente lombardo, molto suggestiva è quella della
cupola, eseguita nel 1531 da Giovanni Pietro Crespi e dal figlio
Raffaele, nella quale l’Antico Testamento e il mondo classico
sono uniti in una sintesi culturale tipica del Rinascimento. L’opera
più importante per qualità artistica è però la pala di Gaudenzio
Ferrari dedicata all’Assunta e collocata, dopo il 1940, al
centro della parete settentrionale, dopo essere stata a lungo
nel presbiterio. Al pittore piemontese è certamente
attribuibile la concezione generale del polittico, mentre alla
sua realizzazione, condotta a termine nel 1541, hanno
contribuito alcuni allievi.
testo: varesegallery.com
- / foto: Provincia
di Varese
Decanato
Busto Arsizio
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