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IN DIOCESI
Visita del Cardinale al Decanato di Cagnola



DECANATO CAGNOLA

MARTEDI’ 29 MAGGIO – 
DOMENICA 3 GIUGNO 2007


Visita decanale
del Cardinale Arcivescovo
Dionigi Tettamanzi



“Sulla tua Parola, 
o Cristo,
vogliamo servire 
il tuo Vangelo
per la speranza 
del mondo”


Ecco il programma 
della visita


Martedì 29 Maggio 
dalle ore 10.00, presso la Parrocchia 
di S. Marcellina
e S. Giuseppe 
alla Certosa, 
il Vescovo incontra in assemblea i preti del Decanato e nel pomeriggio ciascuno singolarmente. 

Ore 21.00
presso il Teatro della Parrocchia di S. Gaetano in Via Mac Mahon 92 

Il Vescovo incontra i membri dei Consigli Pastorali Parrocchiali, del Consiglio Pastorale Decanale e dei Consigli Affari Economici Parrocchiali.

Domenica 3 Giugno 
alle ore 20.30 presso la Parrocchia di S. Cecilia, in via Giovanni della Casa 15

S. Messa presieduta dal Cardinale Arcivescovo e concelebrata dai sacerdoti del Decanato per i fedeli di tutte le comunità parrocchiali.

Il ritrovo è 
alle ore 20.00.


Nel giugno del 1971 prendeva l'avvio la nuova struttura diocesana dei Decanati (allora Vicariati) e delle Zone Pastorali. Milano città veniva configurata come la zona pastorale prima, articolata in 24 Decanati, i quali corrispondevano grosso modo alle venti zone civiche in cui era suddiviso a quei tempi il Comune di Milano.

Oggi i Decanati della Zona I sono 21 e raggruppano 170 parrocchie, con circa 1,3 milioni di abitanti distribuiti su un’area di 182 chilometri quadrati. Il Decanato Cagnola si estende su una frazione di otto chilometri quadri del Nord-Ovest di Milano, in una delle zone geograficamente più belle, aperte, panoramiche.

Comprende le parrocchie del Sacro Cuore di Gesù alla Cagnola, S. Gaetano, S. Cecilia, Gesù Maria Giuseppe, S. Marcellina e S. Giuseppe alla Certosa, S. Maria Assunta in Certosa, S. Martino in Villapizzone: cinquantamila abitanti, sette parrocchie e una ventina di sacerdoti.

Il Decanato si colloca in una realtà socio-economica non facile, che vede le opportunità lavorative offerte principalmente da terziario, commercio, imprese artigianali, e imprese industriali non tutte rilevanti, che richiamano dall’esterno una moltitudine di lavoratori che usano la città con la mentalità del “mordi e fuggi”, ma che localmente lasciano un contesto economico e sociale medio basso.

La comunità comprende una consistente presenza di immigrati, la maggior parte dei quali provenienti da paesi del Sud Est asiatico, Nord Africa, Sud America ed Est Europa attestabile attorno al 10% del totale della popolazione.

Quella del Decanato Cagnola è una realtà sociale fatta di contrasti, che vede vicini il ristorante alla moda e la miseria del campo Rom di via Triboniano, degradi ambientali e veri gioielli artistici come la Certosa di Garegnano. La povertà morale della prostituzione, dei vandalismi, della microcriminalità e gli esempi - grandi - di fraternità, amore, sacrificio offerti dall’Istituto Palazzolo - Fondazione don Gnocchi per gli anziani e non autosufficienti della città, dalla Casa di Gastone che accoglie, rilanciandoli verso una nuova vita, i derelitti, le ultime speranze umane. Senza dimenticare le presenze preziose dei Gesuiti con le loro esperienze di condivisione ed ospitalità del Mondo di Comunità e Famiglia e dei Frati Minori Cappuccini, che offrono il loro servizio di pietà e carità al Cimitero Maggiore di Musocco. Una comunità dove il volontariato è offerto sottovoce: la vicinanza agli anziani, l’attenzione alle famiglie, ai giovani con l’accompagnamento scolastico… Questo è il mondo della comunità in cui opera il Decanato Cagnola con le sette parrocchie che lo compongono. Con fatica, tanta accoglienza, speranza e amore.


Linee di pastorale generale
Il cammino pastorale del Decanato Cagnola si intreccia con l’azione pastorale delle sette parrocchie che lo compongono.
Pur essendo parte della grande città le singole parrocchie hanno una loro precisa fisionomia legata anche alla loro storia particolare.

Mentre nelle parrocchie vi è un forte senso di appartenenza, almeno di un certo nucleo di famiglie o di singoli credenti praticanti (per esempio circa la partecipazione alla S. Messa domenicale secondo l’indagine fatta nel novembre 2004 siamo intorno all’otto – dieci per cento dei praticanti rispetto alla popolazione complessiva delle parrocchie!) per il decanato è più difficile e complesso favorire una sinergia più ampia nell’azione pastorale tra i presbiteri e tra operatori pastorali e presbiteri. L’assemblea dei presbiteri, che si ritrovano periodicamente è il momento unitario d’incontro, di dialogo e di progettazione e verifica pastorale.

E’ stato da poco rinnovato il Consiglio Pastorale Decanale, che ha la funzione di coordinare le diverse commissioni decanali. Dopo anni di fatica e scoraggiamento anche da parte dei laici ora sembra cambiata la prospettiva, il clima è molto disteso e costruttivo.

Si è ritenuto opportuno limitare il numero dei membri del Consiglio ai singoli rappresentanti dei sette Consigli pastorali parrocchiali, ai responsabili delle Commissioni decanali oltre ai parroci e ai preti incaricati per le diverse commissioni e ad alcuni rappresentanti di alcune realtà ecclesiali presenti nel Decanato.

Compito prezioso viene svolto da anni dalle Commissioni decanali sia pure con diverse iniziative che non sempre hanno trovato una partecipazione adeguata da parte di tutte le parrocchie. Le diverse commissioni decanali sono le seguenti:Caritas, Famiglia, Giovani, Socio - politica, Missionaria, Terza Età, Evangelizzazione. Il cambiamento di diversi parroci in questi ultimi anni ha permesso d’incrementare molto la vita delle singole comunità parrocchiali; ciò ha significato una minor attenzione a valorizzare una più efficace pastorale d’insieme.

L’occasione dell’incontro con il Vescovo preparato dalla visita del decano in ogni singola parrocchia ha permesso di mettere in luce molte risorse presenti, soprattutto comunità vive e caratterizzate da spirito missionario.

La visita del Cardinale Arcivescovo giunge quindi in un momento particolarmente delicato e insieme propositivo perché si attui una reale conversione, un salto di qualità tra preti e tra preti e laici che operano nelle singole parrocchie perchè tutti possono sentirsi parte viva di un cammino ecclesiale più ampio nel decanto, in sintonia con le indicazioni diocesane.

I preti sono chiamati a riconoscersi in modo più consapevole e condiviso nella comunione presbiterale, che caratterizza primariamente le loro relazioni e i loro comuni sforzi nell’azione pastorale. I laici, in particolare gli operatori pastorali, in sintonia con presbiteri sono chiamati a condividere la medesima fede che si attua in special modo nella carità pastorale e in un progetto pastorale comune e condiviso.

Le molteplici iniziative delle singole Commissioni già da tempo collaudate in decanato o in fase ancora di studio hanno bisogno un terreno comune sul quale poter seminare e coltivare per accrescere in tutti.
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