Settimanale registrato presso il Tribunale di Milano al numero 848 in data 15.12.2004
Direttore Responsabile Claudio MAZZA
MILANO & LOMBARDIA
Convegno su «Voci, volti, visioni di imprese etniche»
GLI IMPRENDITORI STRANIERI PREFERISCONO LE DITTE INDIVIDUALI
«Richiedono pochi investimenti iniziali e una professionalità
medio-bassa», spiega Vincenzo Cesareo, presidente dell'Ismu. «Per fare
un'impresa ci vuole anche una buona capacità di innovazione. Ora è il
momento di sostenere e aiutare queste attività imprenditoriali. Per questo
l'Ismu condurrà nei prossimi mesi uno studio specifico sulla questione e
sul nostro sito comparirà una sezione dedicata all'imprenditoria
straniera».
Gli imprenditori stranieri preferiscono
le ditte individuali, almeno in 7 casi su 10. «Richiedono pochi
investimenti iniziali e spesso una professionalità medio bassa», spiega
Vincenzo Cesareo, presidente dell'Ismu (Iniziative e studi
sulla multietnicità, ndr). «Finora la crescita dell'imprenditoria
straniera è stata guardata con interesse, ma dobbiamo chiederci se avrà
futuro visto che sono così tante le esperienze individuali».
Il numero degli imprenditori stranieri cresce sempre di più: nel 2006
il 34% delle nuove imprese registrate da Unioncamere era di immigrati, con
un aumento rispetto al 2005 del 10%. In Italia, delle 334 mila imprese
gestite da stranieri (più del 6% rispetto al totale), solo il 32% sono
costituite però da società.
«Per fare un'impresa
ci vuole anche una buona capacità di innovazione»,
sottolinea Cesareo. «Ora è il momento di sostenere e aiutare queste
attività imprenditoriali. Per questo l'Ismu condurrà nei prossimi
mesi uno studio specifico sulla questione e sul nostro sito comparirà una
sezione dedicata all'imprenditoria straniera».
Di impresa
e immigrati si è parlato nei giorni scorsi al convegno «Voci,
volti, visioni di imprese etniche», organizzato a Milano dalla
testata giornalistica
Impresaetnica.it, nata per dare voce agli imprenditori immigrati.
Proprio i loro "successi" sono stati i protagonisti della giornata. Dalle
storie di 12 di loro è nato infatti un video, dal titolo
«Extra» (regia di Massimiliano Mazzotta), e una mostra, «Extraportrait»,
della fotografa Monica Assari.
«Siamo ormai una realtà
significativa dell'Italia e consideriamo questo Stato il nostro Paese
visto che qui abbiamo investito i nostri soldi e le nostre capacità»,
afferma Augustin Mujyarugamba, ingegnere, titolare di uno studio di
consulenza aziendale.
«I problemi non mancano, però,
soprattutto nel settore dell'edilizia, dove molti immigrati hanno la
partita Iva solo perché le imprese edili non vogliono assumerli. Sono le
persone meno tutelate: la loro è una forma di sfruttamento vero e proprio».
Eklu Koku Eusebio, quarantenne originario del Togo, dal 1999 gestisce un
negozio di ottica a Milano. «Sono arrivato in Italia nell'89 per
studiare e dopo essermi diplomato in ottica ho iniziato a lavorare come
dipendente per diversi negozi», racconta Eklu Koku Eusebio.
«Volevo mettermi in proprio, ma all'inizio non ero in grado di dare
garanzie alle banche per ottenere un prestito. Solo quando uno dei miei
datori di lavoro italiani ha accettato di fare una società con me ho
potuto realizzare il mio sogno».
Per Eklu Koku i
problemi sono gli stessi di qualsiasi imprenditore. «La burocrazia sembra
sempre una montagna insormontabile», sottolinea l'imprenditore togolese.
«Abbiamo bisogno di più informazioni e formazione e penso che in futuro anche
noi imprenditori dovremo impegnarci per creare corsi e pubblicazioni a
servizio degli imprenditori». (dp)