Achille, quarto di cinque figli, è nato il 31 maggio 1857. Entarto in
Seminario all'età di 10 anni, è stato ordinato a Roma dove aveva
frequentato il Collegio Lombardo. Dopo una breve esperienza in parrocchia,
inizia a insegnare, a 31 anni è già dottore della Biblioteca Ambrosiana e
più tardi prefetto. Diventa nunzio in Polonia e viene ordinato vescovo
nella cattedrale di Varsavia. Nel 1921 papa Benedetto XV lo nomina
Arcivescovo di Milano e l'8 settembre fa il suo ingresso in diocesi.
di
Luisa Bove
Con un programma ricco di iniziative Desio
festeggia quest’anno i 150 anni dalla nascita di Pio XI. Il suo
pontificato, che ha dovuto fare i conti con il regime fascista, ha
risentito del momento storico assai delicato. E questo ha forse
contribuito a lasciare in ombra un Papa che, pur avendo guidato la Chiesa
per 17 anni (dal 1922 al 1939), risulta ancora oggi poco studiato. Grazie
alle attività del “Centro internazionale di studi e documentazione Pio XI”
che ogni due anni organizza un convegno e ne pubblica gli atti,ora
la figura di questo Pontefice è più conosciuta. «Ratti dalla
storia è stato un po’ dimenticato - ammette Agostino
Gavazzi, presidente del Cisd - eppure è un Papa che ha saputo
guardare al futuro».
Achille, quarto di cinque figli, è
nato il 31 maggio 1857 nella cittadina brianzola dove il padre da
Rogeno si è trasferito come direttore in una vecchia filanda. A
dieci anni entra nel Seminario di S. Pietro Martire a Seveso con il
diploma di terza elementare conseguito ad Asso dove il giovane Achille
soggiornava presso lo zio prevosto don Damiano Ratti. Passa a Monza,
per poi concludere il liceo al Collegio San Carlo e successivamente
continuerà gli studi nel Seminario Maggiore di Milano. Grazie a
una borsa di studio andrà a Roma dove frequenterà il Collegio
Lombardo e il 20 dicembre 1879, nella basilica di San Giovanni
in Laterano, sarà ordinato prete.
Don Ratti continuerà
a studiare e nel 1882 consegue tre lauree: in teologia, diritto
canonico e filosofia. Farà la sua prima e unica esperienza in parrocchia
a Barni in Valassina, dove sostituisce per tre mesi il parroco appena
deceduto. Per vent’anni don Achille si dedica all’insegnamento e
alla cultura come professore di dogmatica al Seminario di Seveso e di
sacra eloquenza ed ebraico in quello di Milano. A 31 anni Ratti viene
nominato dottore della Biblioteca Ambrosiana, intanto è cappellano
presso l’Istituto delle suore di Nostra Signora del Cenacolo dove tiene
anche corsi, catechesi e ritiri spirituali molto apprezzati anche dalla
borghesia milanese.
Trova anche il tempo di coltivare la sua
grande passione per la montagna. Nel luglio 1889 scalerà la
Punta Dufour, la vetta più alta del monte Rosa, che nessuno aveva
mai raggiunto dalla parte orientale. Conquisterà anche il monte Bianco
aprendo una nuova via che porterà anche il suo nome (la
“Ratti-Grasselli”).
Nel 1907 monsignor Ratti diventa
prefetto dell’Ambrosiana, dove ristrutturerà la pinacoteca e porterà
alcune innovazioni. Per non rovinare i manoscritti originali, darà
ordine di fotografare le pagine alfine di studiare su quelle. Alcuni anni
più tardi Benedetto XV lo chiama a lavorare anche alla Biblioteca
apostolica Vaticana, di cui diventa prefetto nel 1914. Lascerà
l’incarico di Milano e quattro anni più tardi rinuncerà anche a quello di
Roma perché il Papa lo invierà visitatore apostolico per la
Polonia e la Lituania. È il 19 maggio 1918.
Da studioso
che era Ratti parte quindi per una nuova missione, poi diventa nunzio
in Polonia e viene ordinato Arcivescovo nella cattedrale di Varsavia dal
cardinale Aleksander Kakowski, diventando titolare della diocesi di
Lepanto. Anche per questo Ratti amerà definirsi “vescovo polacco”. In
Polonia riuscirà a instaurare buoni rapporti tra la Chiesa e il
nuovo governo aiutando i cristiani residenti in Russia. Il suo
equilibrio e le sue capacità diplomatiche lo aiuteranno ad affrontare
anche le situazioni più delicate. Non perderà mai il contatto con
la sua diocesi, mantenendo vivo il rapporto epistolare con il cardinal
Ferrari.
Nel 1921 papa Benedetto XV lo nomina Arcivescovo di
Milano e l’8 settembre il cardinale Achille Ratti farà il suo ingresso in
diocesi partendo dalla sua amata Desio. Il suo motto sarà “Raptim
transit”. Il motto “passa velocemente” doveva risultare quasi profetico.
Dopo pochi mesi dal suo ingresso a Milano, il cardinal Ratti dovette
partire alla volta di Roma per partecipare al conclave dal quale sarebbe
uscito rivestito della tiara pontificia.