Togliere la polizia dagli stadi può essere giusto, ma rischia di
fare il gioco della criminalità, che arma gli ultras con
obiettivi ben precisi. E neppure guardare le partite in tv è una
soluzione. Un consiglio: meno soldi e meno visibilità, più semplicità e
uno sport che sia educazione fisica e insieme educazione civica
di
Michele Papagna Coordinatore de l’Altropallone
Certo
è desolante e drammatico: andare a predicare e praticare in
giro per le periferie del mondo (in ogni senso: da quelle milanesi a
quelle romane, alle baraccopoli di Nairobi) che un altro mondo è
possibile, che persino un altro pallone è possibile... e
poi doversi confrontare con questa tragica realtà.
Attenzione a passi falsi e pericolosissimi: togliere la polizia dagli
stadi può anche essere una misura giusta. Ma attenzione a non
lasciare proprio alla criminalità la gestione della “sicurezza”,
dell'“ordine pubblico”: èproprio quello che vuole,
è la stessa modalità con cui nascono gli squadroni della morte.
Quel
che accade dentro e fuori degli stadi ha parecchio a che fare con la
mafia, con la ’ndrangheta, con la camorra... Riflettete su quel
che succede, non è casuale: son ragazzini armati da gente con
obiettivi ben precisi, molto concreti.
Non è una soluzione
etica, né politica quella proposta da Amato: che facciamo, siccome
c’è la mafia in Sicilia... li lasciamo fare? E non è
neanche una soluzione guardare le partite in tv: giusto per ingrassare
chi vive di pubblicità e di televisione?
A costo di sembrare
immodesti, penso che noi de l’Altropallone la strada giusta l’abbiamo
segnalata: occorre meno visibilità e più partecipazione, meno soldi
e più semplicità.
Occorre sapere che ci son
ragazzini nel Sud del mondo che diventano nuovi schiavi del pallone pur di
“arrivare”, e ci sono ragazzini nel Nord del mondo
schiavi del pallone che arrivano (tragicamente senza virgolette) ad
ammazzare un poliziotto. Occorre che questi ragazzi che giocano
a calcio si ricordino che... son solo ragazzi. Occorre evitare
di esultare e comportarsi come ultras in Parlamento: c’è chi le
cose poi le fa sul serio! Occorre che lo sport sia educazione fisica
e educazione civica. Occorre che lo sport sia partecipazione.