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Monsignor Terrani, allora prevosto di Magenta,
dovevano di certo stare a cuore quelle pecore del suo
ovile che, "oltre la stazione", sentiva non solo
lontane ma anche destinate ad una rapida espansione.
Si rendeva quindi indispensabile la presenza viva del
pastore in mezzo a loro o, se non altro, di un luogo
perché anch'essi potessero dire: "È la nostra casa".
Monsignor Terrani vide realizzato il suo desiderio nel
1963 quando, in occasione delle missioni cittadine,
venne inaugurata la nuova chiesa, "oltre la stazione",
dedicata alla "Sacra Famiglia", come il quadro sopra
l'altare ancora testimonia. Sicuramente fu una
grande festa per tutta la parrocchia ed in particolare
per tutta la popolazione, alla quale poco importò che
la chiesa assomigliasse più ad un'accogliente baita di
montagna, completamente in legno, prefabbricata, con
tanto di stufa a kerosene, piuttosto che alla chiesa
madre.
La nuova
chiesa venne utilizzata inizialmente solo per la messa
domenicale delle 8 del mattino, messa frequentata, fin
da subito, da molte persone che rendevano lode al
Signore tra lo scricchiolio di qualche asse del
pavimento e il crepitio della stufa. -
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