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L’antica
Chiesa
di San Martino (situata nella Piazza San Martino –
oggi Piazza Kennedy), col passar del tempo e con
l’espandersi dell’agglomerato urbano, era ormai
divenuta insufficiente alle necessità spirituali
dell’accresciuta popolazione di Magenta. Il fatto che
nelle sue navate furono ospitati i feriti della
memorabile Battaglia del 4 giugno 1859, fece nascere
nella mente di Don Cesare Tragella,
divenuto Prevosto di Magenta nel 1885, l’idea di
edificare un nuovo Tempio avente, tra l’altro, lo
scopo di onorare la memoria dei caduti senza
distinzione di parte. Per questa ragione il Prevosto
Tragella ricorse agli aiuti finanziari dei tre Stati
interessati, recandosi personalmente a Roma, a Parigi
ed a Vienna. Ma l’apporto maggiore fu dato dalla
popolazione magentina di ogni ordine e grado. E’
provato che la Signora Angelina Fornaroli, vedova
Marinoni, cedette a tale scopo un complesso di case
coloniche compreso tra l’attuale Via Roma (allora Via
Madonna) e Via S. Crescenzia, avente un fronte di
circa cinquanta metri, nella posizione cioè dove sorge
l’attuale Basilica. Progettista fu l’architetto
Perrucchetti
di Milano, il quale, utilizzando lo spazio
disponibile, tracciò le linee perimetrali per una
lunghezza di m.83 ed una larghezza al transetto di
m.30. Animatore ed organizzatore dei servizi e
questue destinate a realizzare il progetto, fu Don
Antonio Bargne, mentre giornate di lavoro gratuite
furono donate da possessori di carri e carrette che
trasportavano il materiale necessario. Nell’anno
del Signore 1893, alla presenze delle II.EE.
Mons. Angelo dei Marchesi Mantegazza, Ausiliare di
S.E. l’Arcivescovo di Milano e Mons. Merizzi, Vescovo
di Vigevano, si procedette alla posa della prima
pietra. Occorsero dieci anni per la costruzione del
maestoso Tempio considerato, a quell’epoca, il più
vasto della Diocesi dopo il Duomo di Milano. Nella
prima notte del nostro secolo Don Tragella celebrò, su
un altare provvisorio, la prima Santa Messa
propiziatrice per la buona riuscita dell’opera
considerata una costruzione ardita per i tempi che
correvano ed i mezzi, non certo abbondanti, reclutati
in una popolazione ricca solo di entusiasmo e di
capacità lavorativa. Dopo la parte muraria, si
dovette pensare a quella decorativa ed arredamentale.
Profusero, a tal fine, i tesori del loro ingegno, il
celebre cesellatore Bellesio, per quanto riguarda gli
altari; per l’organo dei Fratelli Prestinari (della
vecchia Chiesa di S.Martino) e gli stalli, si ricorse
ai pregevoli intarsi del Corneo, mentre al Prof.
Valtorta ed ai suoi discepoli Cavenaghi, Gemoli e
Secchi, si attribuisce l’esecuzione degli affreschi e
le decorazioni quali si rilevano nell’attuale stato,
peraltro "rinverditi" durante le successive missioni
pastorali. Il Tempio fu consacrato, con solenne
cerimonia, il 24 ottobre 1903 dal Cardinal
Andrea Ferrari, Arcivescovo di Milano. Furono tre
giorni di festa e Magenta fu meta di Autorità e di
personalità che, con la loro presenza, diedero lustro
e decoro al fausto avvenimento
- I testi sono tratti da: L'ARTE
DEL SACRO - Manifestazioni popolari e culto nel territorio
di Magenta - a cura di EUGENIO MARIO GUGLIELMI Parrocchia
S.Martino - Magenta -Tratto da
PROLOCO
MAGENTA |